Rimini, 21 febbraio 2019 - E' definitiva la condanna a 25 anni di reclusione per padre Gratien Alabi, il frate congolese ritenuto responsabile dell'omicidio di Guerrina Piscaglia, la 50enne
scomparsa nel 2014 dal suo paese in provincia di Arezzo.

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Il religioso, sottoposto agli arresti domiciliari in un convento a Roma, dopo la pronuncia della Cassazione di ieri sera, dovrà andare in carcere. Subito dopo la sentenza, infatti, i carabinieri sono andati in convento per prelevarlo. Lo hanno portato al comando generale e in mattinata verrà condotto al carcere di Regina Coeli 

I giudici della prima sezione penale della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso dei difensori dell'imputato, accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere e confermato la sentenza della Corte d'assise d'appello di Firenze emessa nel dicembre 2014.

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Alla lettura del verdetto, giunto dopo 3 ore di camera di consiglio, ha assistito anche Mirco Alessandrini, marito della vittima.

L'avvocato difensore "Prendiamo atto della sentenza, rispettando la decisione della Suprema Corte. Naturalmente non la condividiamo perchè è stato fatto un passo troppo in là rispetto agli
elementi indiziari raccolti dall'accusa". Lo ha detto l'avvocato Riziero Angeletti, legale di padre Graziano, subito dopo la lettura della sentenza. "Valuteremo il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo - ha aggiunto il legale -, perchè riteniamo che sia stato violato il diritto alla difesa, non consentendo tra l'altro di ascoltare numerosi testimoni, almeno sette, considerati importanti a nostro parere". "Padre Graziano sconterà la sua pena fino a quando altri giudici non decideranno altrimenti", ha concluso l'avvocato.