Sarà o l’albero, i genitori della terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Rimini. Un vero e proprio diario di viaggio, nato dall’idea di un’infermiera del reparto (la riminese Natascia Simeone, specializzata nello sviluppo del neonato prematuro), dalla matita creativa del riccionese Urbano Marano (genitore di due bambine ricoverate in Tin la scorsa estate, vignettista per diletto) e dall’entusiasmo di una coppia di imprenditori dal cuore grande. Marano, la vostra avventura ha inizio il 16 giugno scorso. "Quel giorno le nostre gemelline, Allegra e Bianca, decidono...

Sarà o l’albero, i genitori della terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Rimini. Un vero e proprio diario di viaggio, nato dall’idea di un’infermiera del reparto (la riminese Natascia Simeone, specializzata nello sviluppo del neonato prematuro), dalla matita creativa del riccionese Urbano Marano (genitore di due bambine ricoverate in Tin la scorsa estate, vignettista per diletto) e dall’entusiasmo di una coppia di imprenditori dal cuore grande.

Marano, la vostra avventura ha inizio il 16 giugno scorso. "Quel giorno le nostre gemelline, Allegra e Bianca, decidono improvvisamente di venire al mondo: non avevano raggiunto neppure la 32ª settimana di gestazione, alla nascita pesavano rispettivamente 1.300 e 1.500 grammi. Per me e la loro mamma, Valeria, è stato come entrare in un vortice di gioia e preoccupazione. ‘Cosa accade in questi casi?’ continuavamo a domandarci. Era stata una gravidanza perfetta, senza avvisaglie di inciampi improvvisi".

Cos’è successo poi?

"Le bimbe sono state ricoverate in Tin: qui tutta l’equipe, guidata dalla dottoressa Gina Ancora, ci ha letteralmente presi per mano e guidati in un cammino quotidiano di amore e resistenza".

Per quanto tempo sono rimaste in terapia intensiva?

"Poco più di due mesi. Mesi scanditi dai minuscoli traguardi che le bambine, a poco a poco, mettevano a segno: l’aumento di peso di 5 grammi, il primo respiro in autonomia, la capacità di succhiare qualche goccia di latte. È stato proprio in quei giorni che Natascia mi parlò del suo progetto".

Qualcosa di più di un semplice album di ricordi.

"Un diario di viaggio personalizzabile, fatto non solo per annotare gli obiettivi del giorno, ma anche gli esiti di visite mediche e colloqui, gli istanti da festeggiare e tutte quelle emozioni che si rischia di dimenticare".

Qual è il suo ruolo nel diario? "Per passione disegno vignette assai popolari in rete (Marano è noto sul web con lo pseudonimo #ilrompi, ndr). Il progetto di Natascia mi ha colpito subito, perché toccava da vicino me e quei genitori meno fortunati che, purtroppo, non hanno mai visto uscire i propri bimbi dal reparto. Quindi le ho proposto di realizzarlo disegnandolo con il mio stile. Ma ‘Il primo viaggio insieme’ sarebbe rimasto solo uno schizzo sulla scrivania, se non fossero intervenuti i titolari dell’azienda per cui lavoro come responsabile marketing".

La multinazionale Krona Koblenz, che ha una delle sue sedi a Coriano.

"Qualche tempo fa, ho parlato di questo progetto ai due titolari della sede. Hanno aderito spontaneamente all’iniziativa: grazie al loro cospicuo contributo, sono stati stampati finora 300 diari, destinati ai genitori dei piccoli ricoverati in Tin. Abbiamo fatto sì che la donazione avvenisse prima di Natale: il giorno in cui, secondo gli antichi Romani, si celebrava la nascita del nuovo sole, dopo la notte più cupa e lunga dell’anno".

Maddalena de Franchis