Auditore (Pesaro e Urbino), 17 luglio 2015 - Il sangue della Madonna è di un capriolo o di una pecora: mistero risolto, quasi del tutto. Non è sangue umano, ma al 99 per cento di ungulati, quello che è stato colato (a questo punto si può anche dire così, con certezza di non essere smentiti), sulla statua della Madonnina di Lourdes che si trova, ancora dopo giorni di attenzione mediatica, nella celletta all’incrocio tra la Provinciale e via Roma. I risultati sono arrivati ieri pomeriggio al sindaco di Auditore Giuseppe Zito, che è sempre stato vigile su tutta la vicenda e si è mantenuto in contatto con i medici della Medicina Legale di Ancona: proprio il sindaco, giovedì 9 luglio, il giorno seguente al ritrovamento delle lacrime di sangue, aveva chiesto l’intervento dei professionisti che nel pomeriggio avevano effettuato i prelievi.

I risultati ufficiali dovevano arrivare oggi o lunedì prossimo, ma il sindaco ieri pomeriggio, con una telefonata, ha ricevuto l’anticipazione. «Al 99 per cento è sangue di una pecora o di un capriolo, comunque è sangue animale», dice Zito, che alla domanda se tutto è finito risponde: «Adesso inizia un’altra fase, quella della denuncia: io dovrò fare una denuncia contro ignoti per procurato allarme e poi sarà la magistratura a stabilire se si configurano anche altri reati dietro a questa vicenda. Io intanto cercherò di far tornare tutto alla normalità revocando l’ordinanza di divieto di accesso in via Roma».

Il sindaco era stato costretto ad emettere l’ordinanza la settimana scorsa a causa del continuo pellegrinaggio di curiosi e fedeli davanti alla celletta: mercoledì scorso, prima una badante e poi un’anziana avevano visto le lacrime sul volto, le mani, i polsi e la veste della statua, alta circa 70 centimetri, che era custodita da almeno 40 anni dalla signora Ada Fabbrucci di 89 anni, morta il giorno prima, martedì; da quel momento, una processione continua di persone aveva fatto tappa alla celletta; tutti volevano vedere se le lacrime ci fossero, capire se potessero essere state prodotte dalla Madonna, oppure applicate da qualcuno; in tanti volevano anche dire una preghiera. Adesso, la soluzione va completata con l’individuazione del responsabile di questo atto che ha scombussolato un’intera comunità.