Il battesimo in questa lunga settimana, in occasione della Notte Rosa. Ogni giorno le dirette di Rds e poi il live di Francesco Gabbani, l’8 agosto. Dopo 4 anni abbondanti di lavori, il ‘nuovo’ piazzale Kennedy è praticamente pronto. Sia sotto, dove è stato realizzato il maxi impianto fognario con due vasche (una di laminazione, l’altra di accumulo, per un volume totale di 39mila metri cubi), che sopra, dove il belvedere accompagna riminesi e turisti dal parco fino alla spiaggia. "Abbiamo trasformato quello che prima era un non luogo, perché non era nemmeno una piazza, in uno...

Il battesimo in questa lunga settimana, in occasione della Notte Rosa. Ogni giorno le dirette di Rds e poi il live di Francesco Gabbani, l’8 agosto. Dopo 4 anni abbondanti di lavori, il ‘nuovo’ piazzale Kennedy è praticamente pronto. Sia sotto, dove è stato realizzato il maxi impianto fognario con due vasche (una di laminazione, l’altra di accumulo, per un volume totale di 39mila metri cubi), che sopra, dove il belvedere accompagna riminesi e turisti dal parco fino alla spiaggia. "Abbiamo trasformato quello che prima era un non luogo, perché non era nemmeno una piazza, in uno degli spazi più suggestivi del nuovo lungomare di Rimini. E l’abbiamo fatto realizzando una piazza progettata su misura per coprire gli impianti del nuovo sistema fognario. In Europa non esiste altra opera del genere, né dal punto di vista idraulico né da quello architettonico", rivendica orgoglioso Eduard Mijic. Architetto tedesco trapiantato a Rimini per lavoro a Rimini (era tra i progettisti del Palas) è stato lui a ‘creare’ il nuovo piazzale Kennedy.

Una grande piazza sul mare anziché il grattacielo progettato da sir Norman Foster: da qui è partita la rivoluzione del parco del mare?

"Il belvedere rappresenta di fatto il primo pezzo del nuovo lungomare di Rimini – osserva Mijic – ma il progetto è nato prima di tutto per rispondere all’esigenza di ‘mitigare’ l’impatto degli impianti del nuovo sistema fognario. Non è stato facile. Le altezze, i volumi delle due collinette, la pavimentazione, gli arredi: tutto è stato progettato su misura per coprire gli impianti".

Ci sono voluti più di 4 anni per vedere l’opera finita.

"I problemi economici dell’impresa che ha vinto l’appalto per i lavori (è la Cmc di Ravenna, ndr), hanno reso più problematico un cantiere già di per sé complicato. Abbiamo dovuto più volte cambiare in corsa vari aspetti, ma siamo orgogliosi del risultato finale. Abbiamo consegnato alla città una piazza che prima non esisteva".

Una piazza che già da questa settimana sarà anche un’arena per eventi e concerti: quanti spettatori può ospitare?

"Prima della pandemia avevamo calcolato una capienza variabile da 3mila a 5mila, a seconda degli spettacoli e della posizione del palco. Anche con le norme anti-Covid è uno spazio che può accogliere tante persone".

I giochi d’acqua al centro della piazza sono stati un’intuizione molto apprezzata, soprattutto dai più piccoli. Cosa invece si può migliorare?

"Ci sono alcuni elementi da ritoccare. Per esempio l’illuminazione, che però già così, senza pali ma con i faretti che illuminano dal basso verso l’alto, è poco invasiva".

C’è chi lamenta il poco verde nella piazza?

"Sono stati piantumati diversi alberi, e ci sono varie aiuole. Mi sarebbe piaciuto mettere del verde verticale sulle pareti, ma non è stato possibile. Anche il verde e gli arredi sono stati concepiti per non impedire mai, in nessun momento, la manutenzione degli impianti fognari sottostanti".

Manuel Spadazzi