Presidente Prokopios Pavlopoulos con le autorià (foto Concolino)
Presidente Prokopios Pavlopoulos con le autorià (foto Concolino)

Grande commozione ieri mattina al cimitero militare di Riccione, dove una folta rappresentanza del Governo ellenico ha reso omaggio ai caduti della seconda Guerra mondiale. A pregare e a commemorare i circa 150 giovani greci che non fecero più ritorno a casa, nel 75esimo anniversario della Battaglia per la liberazione di Rimini, sono stati sua Eccellenza Prokopios Pavlopoulos, Presidente della Repubblica Ellenica, e Theodore Passas, ambasciatore in Italia. Con loro numerose autorità civili, militari e religiose, nonché cinque reduci tra i quali Costantino Perifanòs di 103 anni, che mentre combatteva in Albania, il 19 settembre 1944 nella battaglia di Rimini perse il fratello Alexandròs. Con il dolore ancora impresso sul volto, è tornato per l’ennesima volta a pregare sulla sua tomba. Il Presidente della Repubblica, dopo aver partecipato alla preghiera ortodossa e deposto una corona ai piedi dell’imponente croce che sovrasta il cimitero, ha salutato i reduci plurimedagliati, uno per uno, e ha posato con loro per la foto ricordo. Momenti forti, come l’intonazione degli inni nazionali, greco e italiano, immortalati dalla tv di Stato greca.

Tra i presenti anche il 95enne Joannis Cardias Nikolopoulou che con grande lucidità ricorda quei sanguinosi giorni vissuti lungo la Linea Gotica. “Torno tutti gli anni e provo sempre una grande commozione, perché qui ho lasciato tutti i miei commilitoni, che hanno perso la vita per liberare questa terra _ commenta con voce labile_ . Con me c’è mia figlia che mi segue da quando aveva dieci anni. Tutte le volte fin da piccola lasciava un fiore e si commuoveva. Dopo Rimini e Riccione andremo in Egitto ad El Alamein”. Pagine di storia rispolverate ai piedi dell’imponente croce dai rappresentanti del Governo greco, compreso il comandante della Terza brigata motorizzata Rimini. “ La Terza brigata di Montagna greca si trovò in questo sito, dove allora non c’era del marmo, ma della terra fresca appena scavata per ricevere le tombe dei caduti _ è stato ricordato _. S’inginocchiarono tutti, anche gli ufficiali, cantarono l’inno nazionale a quei ragazzi che videro lo loro vita fermarsi in questa terra, dove tuttora riposano. Il mare separa le nostre spiagge, quelle della loro Patria. Le onde portano ancora i pianti delle mamme, dei padri, dei fratelli e di tutti i loro familiari. La Grecia ricorderà sempre la morte dei suoi eroi caduti” Assieme alle autorità civili e militari, come sempre sono state presenti le guardie greche del Presidente della Repubblica in alta uniforme. Tra le autorità anche Immacolata delle Curti della prefettura di Rimini, l’assessore Regionale Emma Petitti e gli assessori Gloria Lisi e Luigi Santi in rappresentanza dei comuni di Rimini e di Riccione. Nives Concolino

 

Riccione, 23 settembre 2019 - Grande commozione ieri mattina al cimitero militare di Riccione, dove una folta rappresentanza del Governo ellenico ha reso omaggio ai caduti della seconda Guerra mondiale (foto).

A pregare e a commemorare i circa 150 giovani greci che non fecero più ritorno a casa, nel 75esimo anniversario della Battaglia per la liberazione di Rimini, sono stati sua Eccellenza Prokopios Pavlopoulos, Presidente della Repubblica Ellenica, e Theodore Passas, ambasciatore in Italia.

Con loro numerose autorità civili, militari e religiose, nonché cinque reduci tra i quali Costantino Perifanòs di 103 anni, che mentre combatteva in Albania, il 19 settembre 1944 nella battaglia di Rimini perse il fratello Alexandròs.

Con il dolore ancora impresso sul volto, è tornato per l’ennesima volta a pregare sulla sua tomba. Il Presidente della Repubblica, dopo aver partecipato alla preghiera ortodossa e deposto una corona ai piedi dell’imponente croce che sovrasta il cimitero, ha salutato i reduci plurimedagliati, uno per uno, e ha posato con loro per la foto ricordo. Momenti forti, come l’intonazione degli inni nazionali, greco e italiano, immortalati dalla tv di Stato greca. 

Tra i presenti anche il 95enne Joannis Cardias Nikolopoulou che con grande lucidità ricorda quei sanguinosi giorni vissuti lungo la Linea Gotica. “Torno tutti gli anni e provo sempre una grande commozione, perché qui ho lasciato tutti i miei commilitoni, che hanno perso la vita per liberare questa terra - commenta con voce labile -. Con me c’è mia figlia che mi segue da quando aveva dieci anni. Tutte le volte fin da piccola lasciava un fiore e si commuoveva. Dopo Rimini e Riccione andremo in Egitto ad El Alamein”.

Pagine di storia rispolverate ai piedi dell’imponente croce dai rappresentanti del Governo greco, compreso il comandante della Terza brigata motorizzata Rimini. “La Terza brigata di Montagna greca si trovò in questo sito, dove allora non c’era del marmo, ma della terra fresca appena scavata per ricevere le tombe dei caduti - è stato ricordato -. S’inginocchiarono tutti, anche gli ufficiali, cantarono l’inno nazionale a quei ragazzi che videro lo loro vita fermarsi in questa terra, dove tuttora riposano. Il mare separa le nostre spiagge, quelle della loro Patria. Le onde portano ancora i pianti delle mamme, dei padri, dei fratelli e di tutti i loro familiari.  La Grecia ricorderà sempre la morte dei suoi eroi caduti”.

Assieme alle autorità civili e militari, come sempre sono state presenti le guardie greche del Presidente della Repubblica in alta uniforme. Tra le autorità anche Immacolata delle Curti della prefettura di Rimini, l’assessore Regionale Emma Petitti e gli assessori Gloria Lisi e Luigi Santi in rappresentanza dei comuni di Rimini e di Riccione.