Rimini, 3 novembre 2018 - Una bomba carta contro il portone dell’ex scuola di Spadarolo, dove la cooperativa Centofiori accoglie i profughi. Non è la prima volta, purtroppo, che la struttura viene presa di mira. Perché appena qualche giorno fa, qualcuno aveva gettato due bottiglie incendiarie e ancora prima frutta e uova marce. Gli investigatori dei carabinieri non stanno trascurando nessuna pista, anche se l’ipotesi più probabile è quella che l’autore e gli autori degli ‘attentati’ ce l’abbiano con gli extracomunitari che sono ospiti della struttura.
AGGIORNAMENTO Bomba carta e molotov contro la casa dei profughi
E’ stato ’altra notte poco prima delle due che il botto ha fatto saltare tutti giù dal letto. Un colpo tremendo, e quando sono andati a vedere che cosa era accaduto, hanno trovato la porta d’ingresso scheggiata, mentre i resti sulla strada sembravano quelli di un grosso petardo. Una bomba carta era stata lanciata contro il portone, ma non essendo la prima volta, hanno deciso di chiamare i carabinieri. I militari sono arrivati sul posti insieme ai colleghi della sezione scientifica e hanno passato la notte a fare rilievi, cercare tracce e impronte che potessero in qualche modo metterli sulla pista giusta.
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Una pista che ‘scotta’, dal momento che solo pochi giorni fa era accaduto di nuovo. Due bottiglie, questa volta che non lasciavano molti dubbi sulla loro ‘natura’. All’interno c’erano ancora tracce di liquido infiammabile e di uno stoppino. Due molotov fabbricate da chi voleva mandare un ‘messaggio’ a quelli dall’altra parte della porta. Il primo episodio, invece è più lontano nel tempo, risale al febbraio 2017, e in quell’occasione si erano limitati a lanciare bottiglie di vetro, frutta marcia e rifiuti. O sono due ‘mani’ diverse, oppure l’attentatore, o gli attentatori, hanno alzato il tiro, e stanno cominciando a usare sistemi decisamente più pesanti.
Il centro di Spadarolo ospita profughi del Ghana, del Mali e del Senegal richiedenti asilo, ma nessuno sembra avere avuto problemi con i residenti, nè ci sarebbero state proteste di alcun genere. I carabinieri stanno lavorando appunto a molte ipotesi, ma tendono a escludere che possa essersi trattato di uno ‘scherzo’ di Halloween. L’autore o gli autori stanno facendo sul serio, e dietro, sospettano gli investigatori, potrebbe esserci intolleranza e intimidazione nei confronti degli ospiti della struttura. Il fascicolo è già arrivato sul tavolo del magistrato.
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