Riccione (Rimini), 8 settembre 2018 - «Le amanti di mio marito sono problemi personali, ma qual è l’uomo, se è un vero uomo, che prima o poi non ha una mancanza e non inganna sua moglie?». Edda Negri Mussolini, la nipote di Benito, cita una frase di nonna Rachele. E alle Donne democratiche contrarie ai matrimoni nella villa perché il Duce non sarebbe stato un esempio di fedeltà, replica con un brano del Vangelo secondo Giovanni: «Chi non ha peccato scagli la prima pietra».

Boom di matrimoni a Villa Mussolini. Le donne Pd: “Errore”

Edda Negri Mussolini è arrabbiata?

«Più che altro stupita. Ma ormai si attaccano a tutto. Prima ancora di esprimermi ho voluto citare quanto diceva mia nonna perché ritengo sia la persona più titolata a parlarne. E nel leggere quelle parole non dobbiamo dimenticare il periodo storico in cui ha vissuto il nonno e la sua posizione. Almeno sulle cose personali serve rispetto. Ognuno ha le sue, a sinistra c’erano Togliatti e la Iotti. Lasciamo stare, altrimenti finiremo per oscurare Garibaldi o prendere di mira Giulio Cesare. Con tutti i problemi che ci sono sarebbe meglio pensare ad altro».

Villa Mussolini a Riccione

Intanto a Villa Mussolini le coppie si mettono in fila per sposarsi.

«Appunto, lasciamo libertà di scegliere agli sposi dove andare. Inoltre mi chiedo perché le donne democratiche non dovrebbero essere contente. Per quei matrimoni il Comune, quindi la comunità, incassa anche del denaro».

Vorrebbero anche cambiare il nome in Villa Margherita.

«Pensare di cancellare la storia fa riflettere».

La villa è stata un luogo di infelicità come dicono?

«Cosa ne sanno loro. Erano forse lì? La famiglia era felice, aveva tanti amici, quello era un luogo di vacanza».

Commentando la notizia su Facebook ha chiesto di essere ‘diversi e rispettosi’, altrimenti avrebbe rimosso gli interventi.

«Non mi interessano gli attacchi e le polemiche inutili o politiche».

Consiglierebbe un matrimonio a Villa Mussolini?

«Le dico questo. A fine settembre si sposa in quella villa una mia cara amica. Si è presentata in municipio per chiedere che a celebrare le nozze fossi io. A volte accade che persone o consiglieri comunali sposino coppie di amici. Le hanno detto che per vari motivi non è possibile. Mi auguro che non dipenda dal mio cognome. Comunque sarò la testimone. Nella villa ci sarò».

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