Il sindaco Andrea Gnassi con l'assessore al Bilancio Gian Luca Brasini
Il sindaco Andrea Gnassi con l'assessore al Bilancio Gian Luca Brasini

Rimini, 9 marzo 2019  - Le reazioni dei sindacati ("I riminesi non sono un bancomat"), dei partiti di opposizione e le stesse perplessità tra alcuni consiglieri della maggioranza non fermano l'aumento dell'Irpef. Come avevamo anticipato sul Carlino, il Comune di Rimini ha deciso di raddoppiare le entrate dall'addizionale. Martedì andrà in commissione il nuovo regolamento, poi sarà portato in consiglio comunale per l'approvazione. Attualmente l'addizionale è 0,3%, con un'aliquota unica per tutti e l'esenzione sotto i 17mila euro. Con la manovra, l'aliquota minima passerà a 0,49% per i redditi da 0 a 15mila euro (con esenzione per chi ha un reddito sotto i 10mila euro), 0,51% per la fascia da 15000 a 28mila, 0,78% da 28mila a 55mila, 0,79% da 55mila a 75mila, 0,8% sopra i 75mila.

L'aumento dell'Irpef "si rende necessario - spiega il Comune di Rimini in una nota - per centrare due obiettivi: non arretrare sul fronte degli investimenti in opere pubbliche annunciati, riguardanti principalmente la zona nord della città, e mantenere elevato il sistema di welfare e rilancio culturale". Le entrate ulteriori dall'Irpef (da cui il Comune incassa attualmente 4,8 milioni) serviranno in particolare ad avviare i lavori di riqualificazione del lungomare da Torre Pedrera a Viserba.

"Sappiamo - dice il sindaco Andrea Gnassi - che è una scelta che non avremmo voluto fare. Capiamo quindi le diverse posizioni e i dubbi. Ma va tenuto ben presente il contesto in cui si muovono da tempo i comuni italiani. Rimini, negli ultimi dieci anni, ha subito un drastico ridimensionamento dei trasferimenti statali, pari a 22 milioni di euro; ammontano a quasi 18 i milioni di euro di cosiddetti tagli occulti, tra Imu degli alberghi che inopinatamente per circa due terzi va a Roma e non a Rimini, le piattaforme Eni e i 4,4 milioni di euro anticipati dal Comune per il Tribunale, che il ministero ha proposto di saldare solo in parte (1,2 milioni di euro) e in rate mensili della durata di 35 anni. Adesso si è aggiunto il minuetto sul bando periferie: 18 milioni di euro per il lungomare di Rimini nord prima erogati, poi tolti, quindi sospesi, infine non si capisce tecnicamente e amministrativamente se e come rimessi". Per i riminesi l'aumento dell'Irpef costerà (in media) circa 40 euro l'anno. Saranno oltre 42mila quelli che non verseranno un euro, perché rientrano nella soglia di esenzione avendo un reddito sotto i 10mila euro.