Da venerdì scorso è chiuso. Ma "se tutto va bene, riapriremo il 14, alla vigilia di Ferragosto". Lo spera Paolo Gabriele, il titolare del Ghetto Quarantasea di Rivabella, dopo che il primo giro di tamponi ha dato esito negativo per lui e per tutti i 13 dipendenti del ristorante e bar di spiaggia. Gli esami si sono...

Da venerdì scorso è chiuso. Ma "se tutto va bene, riapriremo il 14, alla vigilia di Ferragosto". Lo spera Paolo Gabriele, il titolare del Ghetto Quarantasea di Rivabella, dopo che il primo giro di tamponi ha dato esito negativo per lui e per tutti i 13 dipendenti del ristorante e bar di spiaggia.

Gli esami si sono resi necessari dopo che un lavapiatti di origine pakistana che lavorava nel ristorante si è ammalato di Covid ed è stato ricoverato in ospedale. L’esito del tampone si è saputo giovedì sera e venerdì mattina Gabriele ha deciso di chiudere il locale. Inevitabile, visto che tutti gli altri dipendenti sono stati costretti all’isolamento domiciliare in attesa di avere gli esiti del doppio tampone. Il primo è stato effettuato lunedì, e ieri sono arrivati i risultati. "I miei ragazzi – conferma Gabriele – sono tutti negativi. Stanno bene, e nessuno di loro presenta sintomi. Anch’io ho fatto il tampone, anche se secondo l’Ausl nel mio caso non era obbligatorio, non avendo avuto alcun contatto diretti col lavapiatti che si è ammalato, e sono negativo anch’io".

Per questo Gabriele vuole pensare ’positivo’: "Se anche il prossimo tampone sarà di nuovo negativo, per tutti, riapriremo il ristorante dal 14 agosto. Io non vedo l’ora. I miei collaboratori non vedono l’ora...". Perché "restare chiusi per due settimane in pieno agosto è una ’botta tremenda’, dal punto di vista economico. I mancati incassi di questi giorni non li recupereremo più. Non auguro a nessuno quel che è capitato a noi, ma vogliamo guardare avanti e metterci alle spalle questo incubo il più presto possibile".