Rimini, 21 maggio 2018 - Da Novafeltria alla conquista degli Stati Uniti. La storia di Matteo Floris è incredibile. Trentaseianni a luglio, nato e cresciuto in Valmarecchia, Matteo dopo la laurea in scienze motorie, nel 2005, sceglie di partire per Londra per imparare l’inglese. Da quel momento la sua vita cambia completamente. Oggi, a distanza di 13 anni, è general manager di Felix, uno dei 5 ristoranti più amati degli Usa, premiato proprio qualche giorno fa ai «James Beard Awards», gli ‘oscar’ di locali di tendenza in America.

«Avevo fatto una tesi sulla Rimini Calcio – raccontaFloris – e dopo la laurea dovevo iniziare a lavorare con lo staff tecnico, ma ho deciso di partire per Londra. Mi si è aperto un mondo. Dopo aver fatto il cameriere, mi è arrivata dopo un anno una proposta per il Messico e sono diventato sommelier di un noto ristorante italiano. Lì mi fermo tre anni. Ma non finisce qui».

Che succede poi?

«In Messico mi viene fatta una proposta per il Canada. Vado senza pensarci troppo. Ricomincio come cameriere e in pochi mesi divento responsabile dei vini in un noto locale. Nel 2012 mi viene chiesto di diventare general manager per aprire ‘Gusto 101’ e il locale ha un enorme successo. Con visto scaduto, dopo qualche anno, torno in Italia, poco dopo riparto per l’Inghilterra».

Altro colpo di scena...

«»Uno dietro l’altro. Un anno fa prendo residenza definitiva in Canada e mi viene chiesto dai capi di ‘Gusto’ di andare a Los Angeles per aprire un altro locale a Venice».

Qual è il suo ruolo ora?

«Sono general manager del ristorante italiano ‘Felix’. Grazie allo chef Evan Funke, mago della pasta fresca, abbiamo trasformato questo posto. Ogni sera registriamo 300 coperti e le prenotazioni slittano di mesi. Tra i clienti abbiamo attori di Hollywood, cantanti e critici famosi. Ci è venuto a trovare anche Alessandro Del Piero. Una serata di gloria per me».

Fra 700 nuovi ristoranti nati nel 2017 in America, siete arrivati fra i primi cinque. Soddisfatto?

«Sono strafelice. Un risultato sorprendente».

Le sue avventure non sono ancora finite?

«Chi lo sa? Vediamo le opportunità che si presentano. Bisogna sempre essere pronti a ripartire da zero, non smettere mai di sognare».

Ha mai pensato di tornare in Italia?

«Sì, per trovare familiari e amici sì. A lavorare proprio no. In Italia ci sono troppi ostacoli».