Il Grune Perle di Riccione si conferma una delle roccaforti del turismo tedesco
Il Grune Perle di Riccione si conferma una delle roccaforti del turismo tedesco

Rimini, 10 giugno 2019 - Da una sessantina di anni continuano a venire in vacanza a Riccione per la Pentecoste, un tempo con mamma e papà, ora con figli e nipoti al seguito. Sono gli irriducibili tedeschi, che hanno resistito alla concorrenza sferrata da altre località, oggi ancora ospiti del Grune Perle, una delle ultime roccaforti del turisti d’Oltralpe. La massa dei teutonici continua infatti a fermarsi soprattutto sul lago di Garda o in Croazia.

«Dobbiamo recuperare questa eccezionale clientela di prossimità, che ci ha fatto crescere – avverte Cesare Ciavatta, presidente di Promhotels –, tanto più che anche i tedeschi della Baviera cominciano a muoversi nei weekend. Gli hotel Grune Perle, come l’Hannover, dimostrano che qualcosa si può ancora fare. Bisogna essere ottimisti e investire in promozione».

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«Sono un’ottantina i tedeschi attesi e in gran parte arrivati per la Pentecoste nel nostro albergo – premettono i titolari Luigi Vannucci e la moglie Anna Magnani –. Tra loro un signore che dall’anno di apertura dell’hotel, il 1958, continua a venire ogni primavera».

«A stregarci – confidano gli ospiti irriducibili – è il clima familiare che si respira in albergo e in città, ma anche il mare, la buona cucina e il divertimento. Peccato siano spariti i locali da ballo di un tempo!».

Tra i veterani Josef Sonnauer di Regenburk «Venni per la prima volta a Riccione nel 1961con la fidanzata, che ho poi sposato. Avevo 22 anni, lei 17, non c’era ancora l’autostrada e viaggiavamo con il Maggiolino. Rimini e Riccione, erano molto di moda, percorrendo la litoranea capitammo davanti all’albergo, dove c’era scritto: si parla tedesco. Così decidemmo di fermarci qui, ci accolse Pasquale, papà di Luigi, e sua moglie Linda Della Pasqua. Da allora siamo tornati anche due volte all’anno, perché ci sentiamo in famiglia. A traino sono venuti diversi amici con i quali ci rincontriamo qui».

Tra gli amarcord le serate trascorse al Savioli Dancing, al Sirenella e in un piccolo bar sulla spiaggia, le partite a pallone contro gli altri alberghi e le pedalate con i risciò. «Sono invecchiato, ma vengo ogni anno a Riccione –racconta Fritz Funk di Neutraubling –. Io e mia moglie Christa la frequentiamo da 45 anni, prima eravamo andati a Viserba e a Igea Marina, ma Riccione ci ha affascinato e l’abbiamo più abbandonata, perché è insuperabile, così ora ci si ritorna con figli e nipoti».