Tifosi scozzesi (Afp)
Tifosi scozzesi (Afp)

Rimini, 21 marzo 2019 - Un fine settimana blindato, quello che sta per arrivare con la discesa in riviera degli scozzesi che assisteranno all’incontro di domenica tra Scozia e Nazionale di San Marino. Il questore di Rimini, Maurizio Improta, grazie ai rinforzi che arriveranno, ha predisposto un piccolo esercito che dovrà sorvegliare e soprattutto prevenire eventuali ‘intemperanze’ da parte dei tifosi d’oltre Manica.

Quelli ufficiali sono 3.050, che atterreranno agli aeroporti di Rimini e di Bologna, ma qualche altro centinaio è pronto ad arrivare alla spicciolata. Sul fronte italiano, scenderanno in campo almeno 100 divise al giorno, tra poliziotti e carabinieri. Locali del centro storico e pub del lungomare che sicuramente verranno presi d’assalto, vedranno sia presidi fissi che pattuglie di ronda, pronti a intervenire al minimo accenno di disordini. Baruffe che potrebbe scatenare l’alcol che sicuramente scorrerà a fiumi.

Soprattutto durante la festa organizzata per sabato sera in un locale riminese. La maggior parte dei supporter scozzesi alloggerà negli hotel del lungomare, e sempre per ragioni di ordine e sicurezza, l’amministrazione comunale, su richiesta della questura, ha disposto un’ordinanza che vieta «a chiunque e in qualsiasi forma (compresi i distributori automatici) di vendere o somministrare bevande in contenitori di vetro nelle aree a mare della Statale».

Un’ordinanza che resterà valida dalle 12 di venerdì fino alle 6 di lunedì prossimo. Potenziati anche i controlli alla stazione ferroviaria. Il giorno della partita (domenica, alle 18), polizia e carabinieri prenderanno in consegna i tifosi ai punti di raccolta delle navette e li scorteranno fino al confine, per affidarli poi alla Gendarmeria del Titano. Tre poliziotti scozzesi viaggeranno sempre con i connazionali, ma dalle informazioni ricevute non sembra che tra questi ci siano ultras ‘pericolosi’.

Sul fronte sammarinese saranno impiegati anche qui un centinaio di agenti, tra gendarmi, polizia civile e guardia di rocca. Alle divise, dentro la stadio si aggiungeranno 100 steward, un servizio d’ordine aggiuntivo per evitare ‘sorprese’. Lo stadio del Titano tiene 4.700 tifosi, e oltre 1.500 saranno destinati ai tifosi di casa. Sugli spalti, naturalmente anche i capi di Stato di San Marino. Finito l’incontro, la criticità maggiore, sarà il deflusso dallo stadio dove uscirà una fiumana di scozzesi che dovrà essere di nuovo convogliata sui pullman e scortata al confine, dove verranno di nuovo presi in consegna dalle forze dell’ordine italiane.

PRECEDENTI VIOLENTI - Nessuno dimentica ‘l’invasione’ dei tifosi inglesi del 2013. Anche allora, proprio come questo fine settimana, i supporter erano arrivati a Rimini e dintorni per seguire la propria Nazionale a San Marino. Ma non furono notti tranquille. Perché, finita la partita, gli hooligans scatenarono il panico al bar Dovesi di piazza Tre Martiri. Un tifoso inglese pieno zeppo di birra diede in escandescenza spaccando la vetrata e facendo bersaglio la titolare di tutto quello che c’era sul bancone. La donna, 70 anni, non rimase ferita solo per miracolo. Il peggio, però, era andato in scena prima della partita sul Titano, a Bologna.

I sudditi di Sua Maestà prima del match si massacrarono tra loro e un operaio di 65 anni finì in coma all’ospedale Maggiore, sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa. In manette, con l’accusa di lesioni gravi, finì un suo connazionale di 21 anni.

Ancora una volta, la scintilla che aveva scatenato il finimondo era stato l’alcol. La rissa si era consumata fuori da un pub del centro. Tutto sarebbe nato da un diverbio apparentemente banale. Questo è storia di esattamente sei anni fa, ma nessuno in riviera potrà mai dimenticare quella notte del 25 giugno del ’90, quella della partita Inghilterra-Belgio dei Mondiali. Oltre 200 hooligans misero a ferro e fuoco il lungomare di Rimini, scatenando una vera e propria guerriglia. La scintilla si accese in uno dei pub di Marina centro e il risultato furono vetrine di locali, negozi e hotel fatti a pezzi, auto massacrate, cancellate divelte, bandine e sedie tagliate a pezzi e 5.000 bicchieri spaccati. Le forze dell’ordine, fatte oggetto di lanci di pietre, sedie e tavolini, furono costrette a sparare lacrimogeni per disperdere i tifosi. Il bollettino fu quello di una guerra: 50 feriti e danni enormi.