Riccione, 8 dicembre 2021 - Gran festa in serata a Riccione per la prima edizione del Premio San Martino d’Oro Città di Riccione. Per l'occasione, nella solenne cerimonia - con oltre 700 presenti - sono state assegnate 16 benemerenze a persone, associazioni ed enti che si sono particolarmente distinti in ambito culturale, scientifico, industriale, lavorativo, sportivo, filantropico, è avvenuta alla presenza delle massime autorità civili e religiose.

Tra gli altri sono premiati, come Ambasciatori di Riccione nel Mondo, Rosario Fiorello, Paolo Cevoli (presente alla serata) e Martina Colombari. Ci sono stati poi otto premi alla memoria. Sono inoltre stati premiati l'Associazione di Protezione civile Arcione, la Croce Rossa Italiana, il giornalista Edmo Vandi e il fotografo Epimaco Zangheri detto Pico, mentre una menzione speciale è stata riservata all'Arma dei carabinieri.

Paolo Cevoli, tra i premiati con il San Martino d'Oro

La cerimonia si è svolta nella sala Concordia del Palacongressi di Riccione. Tante le autorità presenti: tra loro il vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi. In prima fila Davide Angrisani comandante della legione regionale carabinieri e l'ex comandante generale dell'Arma dei carabinieri Giovanni Nistri, seduti entrambi a fianco del sindaco di Riccione Renata Tosi. La cerimonia si è aperta con il concerto della banda musicale dell'Arma dei carabinieri. Poi gli interventi della sindaca, che spiega la scelta dell'opera d'arte realizzata in esclusiva, per il premio San Martino d'oro, dall'artista Marco Lodola: "Un'opera pop perché Riccione è anche pop", degli assessori Alessandra Battarra (che ha delega al centenario di Riccione) e Stefano Caldari (turismo).

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Poi la premiazione vera e propria, con l'attrice Francesca Airaudo che ha letto le motivazioni. C'è commozione al ricordo dello storico parroco di Riccione Don Giorgio Dell'Ospedale, morto un anno fa per Covid. Il vescovo, che ritira l'onoreficenza insieme a don Stefano Battarra, racconta la sua prima chiacchierata al telefono con don Giorgio: "Mi invitò alla festa patronale, la festa era davvero coinvolgente. Un prete è la sua comunità e don Giorgio contagiava gioia". Anche Paolo Cevoli, premiato a sua volta, ricorda don Giorgio: "È stato il mio prete, raccontava barzellette bellissime".

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Le battute di Paolo Cevoli

Dopo le premiazioni alla memoria, è la volta degli ambasciatori di Riccione nel mondo. Per Martina Colombari ha ritirato il premio la cugina Eugenia, che dice: "Martina non poteva esser qui oggi ma ci tiene a ringraziare. Continuerà a portare nel mondo il nome di Riccione". Quanto a Fiorello, non era presente di persona ma ha inviato un video. Solo Cevoli, riccionese doc, era presente di persona e quando è arrivato il suo turno è partito lo show: "Se Gesù fosse nato a Riccione non avrebbe dormito in una mangiatoia perché da noi a Riccione il posto lo trovi sempre... E come San Martino ha dato il mantello al povero, qui gli albergatori dormono in garage per ospitare turisti", ha esordito.

Poi ricorda don Giorgio che "fa parte della chiesa santa cattolica apostolica romagnola... Che si sorvola un po' sui peccati d'estate".  Poi si fa più serio: "Noi abbiamo il compito di tramandare ai nostri figli e ai nostri nipoti la riccionesità".

San Martino d'Oro città di Riccione: gli attestati alla memoria

I premi sono stati assegnati a:

ROBERTO CASADEI - Scrittore, copywriter e amante del teatro, Roberto Casadei ha raccontato l’identità riccionese nei suoi libri, nei suoi racconti e sui canali social. Ironico, sensibile e sempre attento alle finalità sociali, ha messo a nudo vizi e virtù degli immaginari abitanti di Arciun City, conquistando il cuore del pubblico con storie che hanno portato alla luce le caratteristiche uniche del carattere riccionese.

La motivazione: "Per aver raccontato l’identità riccionese con sensibilità ed entusiasmante ironia e per il suo animo generoso".

AUGUSTO CICCHETTI - E' stato uno dei migliori paesaggisti del Novecento e uno dei protagonisti della rinascita di Riccione dal dopoguerra agli anni Sessanta. Dopo il conflitto ha dato nuova vita alla spiaggia, appena bonificata, curandone l’aspetto generale e gli inconfondibili arredi. Ha inoltre creato e restaurato giardini e realizzato progetti decisivi per l’assetto urbano, occupandosi tra l’altro della progettazione del vecchio Lungomare della Repubblica. Come direttore dell’Azienda di soggiorno, ha poi promosso eventi prestigiosi, compreso uno storico Congresso nazionale della stampa italiana, alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Ufficiale di complemento pluridecorato, recluso nei lager nazisti come internato militare, chiese ed ottenne dagli Alleati il permesso di progettare e costruire in Vestfalia un cimitero di guerra per soldati italiani.

La motivazione: "Per aver ridato slancio all’identità di Riccione, facendola conoscere nel mondo come “città giardino”, elegante e a misura d’uomo"

DON GIORGIO DELL'OSPEDALE - Parroco della Chiesa dei Santi Angeli Custodi, è stato una figura carismatica, molto amata per la dedizione con cui ha svolto il suo ministero. Sacerdote a Riccione per oltre cinquant’anni, è stato a lungo un punto di riferimento per chiunque avesse bisogno di aiuto. Fondando il Gruppo Giovani si è distinto per la preziosa opera educativa e culturale. Con la sua energia e la sua umanità, ha contribuito alla formazione religiosa e civile di tanti riccionesi accompagnandoli nella crescita e trasmettendo loro valori e principi morali ispirati al Cristianesimo.

La motivazione: "Per lo spirito di ascolto e l’attenzione dimostrati verso tutti, a partire dai più piccoli". 

MARINA GIANNINI - Giornalista impegnata attivamente nel sociale, è stata una colonna portante dell’Azienda di soggiorno di Riccione e negli anni d’oro del turismo in Riviera si è dedicata con entusiasmo, professionalità e cordialità alla promozione della città. All’attività svolta al Palazzo del Turismo ha affiancato un notevole impegno in ambito sociale, servendo la comunità come socio fondatore del comitato femminile della Croce Rossa di Riccione, volontaria dell’associazione Amici di Riccione, e responsabile della sede riccionese dell’Istituto oncologico romagnolo.

La motivazione: "Per la dedizione nella promozione turistica della città, e per la generosità e la sensibilità dimostrate al servizio della comunità intera"

JIMMI MONACO - Ha dedicato la sua vita alla comunità. Come segretario dell’Unione provinciale artigiani, si è speso a favore di un’importante categoria professionale, promuovendo la realizzazione delle zone artigianali di Riccione e del Centro servizi che oggi porta il suo nome. Appassionato di storia locale, con la sua raccolta di documenti d’epoca ha inoltre saputo custodire la memoria del territorio. Dall’amore per Riccione sono nate diverse mostre, un’importante pubblicazione e numerose iniziative a sostegno delle tradizioni e del patrimonio comune: tra queste ricordiamo il recupero della fontana di piazza Matteotti e della lapide di Maria Boorman Ceccarini collocata sul porto. Senza nessuna ostentazione, è infine stato tra i primi ad aiutare il popolo albanese dopo la terribile crisi umanitaria del 1991. La città albanese di Saranda lo ho ringraziato conferendogli la cittadinanza onoraria.

La motivazione: "Per l’impegno profuso a favore del mondo artigiano e per la sua attività a sostegno della cultura locale"

DON GIOVANNI MONTALI - Storico sacerdote della parrocchia di San Lorenzo, è stato un uomo libero e forte, protagonista della storia di Riccione nella prima metà del Novecento. Impegnato nella ricostruzione di Riccione dopo il terremoto del 1916 e dopo la Seconda guerra mondiale, si è prodigato per la rinascita materiale, morale e spirituale della città, fondando e rifondando chiese e istituendo opere sociali a favore delle classi più disagiate, ispirandosi alla nascente dottrina sociale della Chiesa. Assertore dell’importanza dell’educazione, ha creato una scuola serale per analfabeti e favorito la nascita delle prime scuole medie di Riccione, già nel 1923. Difensore autentico della democrazia e dalla libertà contro ogni deriva totalitaria, ha pagato il suo impegno antifascista e il sostegno alla Resistenza vedendosi uccisi per rappresaglia un fratello e una sorella.

La motivazione: "Per l’abnegazione e per l’impegno totale nella rinascita civile della città e per la promozione dei principi di libertà, democrazia e giustizia sociale"

GUGLIELMO PETRUCCI - Chi ama e pratica lo sport a Riccione deve a Guglielmo Petrucci un ringraziamento speciale. Fondatore della Polisportiva Comunale, “Mino” è stato tra i primi negli anni Sessanta a capire l’importanza della pratica sportiva. Con la sua lungimiranza e il suo spirito combattivo ha contribuito alla costruzione di numerosi impianti, dallo stadio comunale dotato di una delle prime piste di atletica d’Italia, fino alle palestre per diversi tipi di sport. Appassionato di atletica, ha aiutato i giovani riccionesi a praticare anche tante altre discipline, dal basket alla pallavolo, dalla ginnastica al nuoto, creando occasioni un tempo rare per i ragazzi e, ancor più, per le ragazze. Organizzatore di eventi sportivi di portata nazionale, ha infine capito prestissimo il potenziale legame tra sport e turismo, contribuendo a creare l’identità di Riccione come città votata allo sport.

La motivazione: "Per il contributo dato alla costruzione di spazi sportivi che hanno distinto Riccione in ambito nazionale e internazionale".

SPARTACO SELVA - Presidente e cofondatore dell’Asar, società calcistica creata nel quartiere Abissinia all’inizio degli anni Settanta, Spartaco Selva ha dato vita a uno dei primi settori giovanili della città educando centinaia di ragazzi ai valori dello sport e della vita. Animato da passione e generosità, Spartaco si è dimostrato un grande educatore, sempre pronto a risolvere problemi e infondere ottimismo: qualità trasmesse sul campo e destinate a rimanere per sempre impresse in ogni calciatore. A lui è intitolato il campo sportivo dell’Asar.

La motivazione: "Per l’impegno profuso nello sviluppo dello sport giovanile e per i valori educativi trasmessi a centinaia di giovani calciatori".

 

I tre ambasciatori di Riccione nel mondo

ROSARIO FIORELLO - Protagonista indiscusso del mondo dello spettacolo e della comunicazione, da oltre trent’anni Rosario Fiorello conquista il pubblico di ogni età destreggiandosi con incredibile successo tra televisione, radio, teatro, cinema e musica. Showman a tutto tondo, capace di distinguersi come conduttore, attore, cantante, imitatore e doppiatore, abbina all’indiscusso talento una personalità trascinante e la disponibilità a mettersi costantemente in gioco, sperimentando nuovi format e nuove modalità di comunicazione. I cittadini e gli ospiti di Riccione hanno avuto il privilegio di ammirare la sua travolgente ascesa negli anni in cui, non ancora trentenne, regalava serate indimenticabili alla Walky Cup Disco dell’Aquafan o in cui conduceva da mattatore assoluto programmi radiofonici e televisivi come Viva Radio Deejay e Deejay Beach. Da allora la città di Riccione ha assistito con ammirazione alla sua costante crescita professionale e umana, costellata di successi artistici e di non meno meritevoli iniziative sociali, provando orgoglio per un amico di lunga data: quasi un concittadino acquisto.

La motivazione: "Per queste ragioni e per aver fatto conoscere Riccione come città sempre aperta alle nuove tendenze artistiche e culturali"

PAOLO CEVOLI - Attore versatile e dalla comicità travolgente, Paolo Cevoli sa interpretare meglio di chiunque altro pregi e difetti dello spirito romagnolo. Nato a Riccione, dove ha passato estati intere nella pensione di famiglia, ha preso abilmente spunto dagli incontri fatti nel corso dei decenni per creare personaggi esilaranti, vere e proprie maschere contemporanee, inconfondibilmente romagnole ma capaci di conquistare a suon di risate il pubblico di tutta Italia. Con l’autoironia dell’osservatore acuto, è riuscito a condensare in pochi tratti iperbolici gli aspetti più divertenti della sua terra, mostrando l’intraprendenza e l’irresistibile simpatia di un popolo spontaneo e ottimista, che non si arresta nemmeno davanti alle sfide più dure. Coraggioso quanto i suoi personaggi, lui stesso non si tira mai indietro come artista e come uomo, che si tratti di portare al cinema la Grande guerra, di raccontare la Bibbia a teatro, o di impegnarsi in prima persona in iniziative di carattere sociale.

La motivazione: "Per aver promosso lo spirito, la simpatia e l’intraprendenza dei riccionesi attraverso il linguaggio dello spettacolo"

MARTINA COLOMBARI - Riccionese orgogliosa delle sue origini, Martina Colombari da anni fa conoscere al mondo le qualità migliori della sua terra. Modella e attrice di successo, non si accontenta dei risultati ottenuti nei campi della moda e dello spettacolo, e all’attività professionale affianca un impegno sociale fuori dal comune, partecipando in prima linea a iniziative a favore dell’infanzia e promuovendo la pratica sportiva come terapia per il recupero fisico e psicologico. Con la sua eleganza innata e la sua semplicità, da sempre rende onore al nome di Riccione. Diventata celebre a soli sedici anni conquistando il titolo di Miss Italia, nonostante una carriera piena di successi non ha mai tagliato i ponti con Riccione: una città che ama, che continua a frequentare e che descrive con passione nelle interviste o sui suoi profili personali.

La motivazione: "Per aver promosso l’immagine di Riccione, facendone conoscere la solarità e lo spirito di accoglienza".

La menzione speciale

Proprio lo speciale legame con l’Arma dei Carabinieri è rappresentato, durante la cerimonia, anche dalla presenza della Banda Musicale dell’Arma diretta, dal Maestro Massimo Martinelli, nota in tutto il mondo per la perfezione delle sue esecuzioni oltre che delle splendide uniformi dei suoi orchestrali.

Il Centenario dell'autonomia di Riccione

Il prestigioso riconoscimento è inserito nelle celebrazioni del Centenario dell’autonomia della città di Riccione, sancita in data 19 ottobre 1922 con Regio Decreto n. 1439, organizzate dall’amministrazione per abbracciare un intero anno di iniziative ed eventi. Il Premio, consistito in un’opera di Marco Lodola realizzata a quattro mani con Giovanna Fra, raffigurante San Martino, declinata in pezzi unici firmati singolarmente, e composto da tre sezioni è stato quindi conferito dalla Giunta comunale durante la serata rigorosamente in ordine alfabetico.

“E’ quasi trascorso un secolo dalla nascita del Comune di Riccione - commenta la sindaca Renata Tosi - Arrivare a quella data attraverso un percorso consapevole del suo significato non solo dal punto di vista istituzionale, ma anche di comunità, è stata la spinta che ci ha indotto a dedicare ai suoi cento anni momenti ufficiali di festa e condivisione. Il Premio San Martino d’Oro rappresenta l’orgoglio, la fierezza, l’intraprendenza e la benevolenza che ci contraddistinguono in vari campi. Perché noi riccionesi siamo fatti così. Quando ci guida la passione, sia nella vita professionale o in quella personale, lasciamo dei segni e compiamo grandi cose. Nel rispetto della memoria di chi non c’è più ma ha lasciato un’impronta indelebile, nel ringraziare coloro che ancora oggi operano e sono al fianco dei cittadini e di quanti diffondono fuori confine il nome di Riccione, abbiamo voluto dedicare a San Martino patrono della città questo prestigioso riconoscimento”.

Dal canto suo Alessandra Battarra, assessore delegato al Centenario, ha sottolineato: "Un evento aperto alla città grazie a un lavoro di squadra, di ricerca e di consultazione ma anche di accurata riflessione. Entrare nelle case dei riccionesi, condividere gioie, ricordi e commozioni, è stata una grande occasione per toccare con mano la vita e il cuore delle persone. Questo premio, per cui ringrazio sindaco, giunta e prima di tutto i riccionesi, è un premio di comunità è un premio di comunità che tutta la città si merita".