Sandra Sabattini
Sandra Sabattini

Igea Marina, 23 ottobre 2021 - Sandra Sabattini, sarà beatificata a Rimini domani. La celebrazione si svolgerà alle 16 in Basilica Cattedrale e potrà essere seguita anche negli spazi esterni, per i possessori di apposito pass. Sarà presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi. Saranno disponibili 1.200 posti a sedere. Si potrà assistere alla celebrazione in diretta tv su IcaroTV canale 91. In processione sarà portato l’unico resto mortale di Sandra, un capello che il fidanzato Guido ha conservato. A portarlo sarà Stefano Vitali, per cui è stata riconosciuta la guarigione miracolosa da un tumore per intercessione della Sabattini. La processione offertoriale sarà fatta dal babbo e dal fratello di Sandra, le amiche della Sabattini reciteranno le preghiere dei fedeli.

Il miracolo di Sandra Sabattini - Il fidanzato Guido: "Era vicina ai poveri e ai bisognosi"

Sono le 9 del mattino del 29 aprile 1984. Sandra Sabattini sta andando ad un incontro della Comunità Papa Giovanni XXIII. Con lei ci sono Guido, il suo fidanzato, e l’amico Elio. Appena scesi dall’auto Sandra ed Elio vengono investiti da un’auto. Sandra viene colpita in pieno, catapultata sul cofano e scaraventata a terra. Accorre don Benzi che entra nell’ambulanza e le tiene aperta la bocca perché non rimanga soffocata. Da Rimini viene subito spostata al “Bellaria” di Bologna. Rimane in coma per tre giorni ed il 2 maggio lascia questa terra. Aveva 22 anni.

Il 5 maggio si tenne il funerale. Nell’omelia don Oreste disse: "Sandra ha compiuto ciò per cui Dio l’aveva mandata. Il mondo non è diviso in buoni e cattivi, ma in chi ama e chi non ama. E Sandra, noi lo sappiamo, ha amato molto". La madre Agnese quel giorno capì: "Don, avevamo una santa in casa e non ce ne eravamo accorti! Prendi il libro e preghiamo come faceva Sandra".

Quattro giorni prima dell’incidente Sandra aveva raccontato alla madre di aver visto in sogno il suo funerale e la sua tomba piena di fiori. Nell’ultima pagina del suo diario, due giorni prima dell’incidente, Sandra lasciò il suo testamento spirituale: "Non è mia questa vita che sta evolvendosi ritmata da un regolare respiro che non è mio, allietata da una serena giornata che non è mia. Non c’è nulla a questo mondo che sia tuo. Sandra, renditene conto! E’ tutto un dono su cui il "Donatore" può intervenire quando e come vuole".

Una ragazza semplice, dolce, piena di entusiasmo per la vita. Non una vita qualsiasi, perché completamente donata agli altri. Sandra Sabattini nasce il 19 agosto 1961 a Riccione e fin da piccola coltiva un forte legame con il Signore, grazie all’esempio dello zio prete e della famiglia che vive a Marina Centro, cuore turistico di Rimini, nella parrocchia di San Girolamo. Teneva sempre con sé una coroncina del rosario. Una volta, quando era ancora alle elementari, la trovarono all’una del mattino assorta in contemplazione davanti al tabernacolo. Si alzava presto per pregare.

Sandra andava bene a scuola, amava dipingere, suonava il pianoforte e correva come velocista in una squadra di atletica leggera. A 12 anni incontra don Oreste Benzi, il fondatore della “Papa Giovanni XXIII”. Partecipa ad una vacanza di condivisione con gli handicappati – come si diceva allora – presso la casa Madonna delle Vette ad Alba di Canazei, sulle Dolomiti. La proposta di don Benzi era di fare "un incontro simpatico con Gesù". Un’esperienza intensa, immersa nella natura e faticosa per l’accudimento delle persone disabili. Sandra rimase folgorata. Tornata a casa disse alla mamma: "Ci siamo spezzati le ossa, ma quella è gente che non
abbandonerò più"
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Questo incontro cambia per sempre la sua vita: inizia a seguire i poveri a domicilio, scende in piazza per i diritti delle persone disabili, dedica tutto il suo tempo libero ai ragazzi in recupero dalla tossicodipendenza. All’inizio degli anni ’80 il problema droga emergeva ovunque nella sua drammaticità. L’associazione di don Benzi aveva da poco aperto comunità terapeutiche e Sandra, a soli vent’anni, riusciva a convincere tanti giovani ad abbandonare la via della droga per iniziare un percorso di rinascita. Studiosa di medicina coltiva il sogno di partire come missionaria in Africa. La sua vita non le appartiene, anche il fidanzamento con Guido, conosciuto a diciotto anni, non è vissuto come una sistemazione, ma come un orizzonte più ampio per aprirsi allo spazio d’amore infinito di Dio.