La donna ha raccontato di aver rischiato di morire
La donna ha raccontato di aver rischiato di morire

SantArcangelo (Rimini), 20 agosto 2019 - L’hanno presa a sassate mentre stava guidando, e solo un miracolo le ha impedito di finire fuori strada. Mirella, 60 anni, è sconvolta, e non sarà facile per lei rimettersi al volante dopo quello che è successo. La sua macchina ha il finestrino del passeggero fatto a pezzi, e ora lancia un appello agli automobilisti che viaggiavano dietro di lei e che devono per forza avere visto qualcosa.

Quando racconta, Mirella ha ancora la voce che le trema. «E’ successo sabato sera, sulla via San Vito. Stavo andando a prendere un’amica, insieme saremmo dovute andare a un concerto». Poi improvvisa l’«esplosione» l’ha investita. «E’ stato una cosa orribile – dice Mirella – ho sentito quel colpo fortissimo e sono stata investita da un’ondata di vetri. Non ho realizzato subito, solo dopo mi sono resa conto che qualcuno aveva lanciato un sasso contro il finestrino». Riesce a mantenere il sangue freddo, o forse è solo il terrore che le fa pigiare sull’acceleratore, per allontanarsi il prima possibile da quell’incubo di cui non conosce l’origine. «Sapevo che poco più avanti c’era una piazzola, volevo solo raggiungerla e fermarmi, ero fuori di me, ma sono riuscita a chiamare i carabinieri di Santarcangelo».

Quando i militari arrivano, si trovano di fronte a una donna in stato di choc e ricoperta da frammenti di vetro. «Non riuscivo nemmeno a parlare, ero talmente terrorizzata che continuavo a piangere. I carabininieri sono stati degli angeli. Non solo sono arrivati da me in cinque minuti, ma mi hanno tolto anche tutti i vetri che avevo addosso e soprattutto in mezzo ai capelli. Volevano portarmi in ospedale, ma ho preferito di no, non avevo ferite, ma ero talmente spaventata e sconvolta da non riuscire a connettere. Non so davvero come ringraziarli».

I militari hanno naturalmente controllato la zona, nella speranza di riuscire a scoprire qualcosa, ma del misterioso attentatore non si è trovata traccia. Le indagini però sono soltanto all’inizio e la cosa più importante ora è trovare testimoni. «Dietro di me c’erano altre macchine, non si è fermato nessuno, ma qualcosa devono avere visto. Se è così chiedo loro di farsi avanti con i carabinieri, è importante perchè quello che è accaduto è gravissimo: se avessi perso il controllo della macchina avrei potuto morire. Sono ancora tanto spaventata, ma soprattutto potrebbe accadere a un’altra persona e potrebbe non essere fortunata come lo sono stata io».