Scarpinato e la prima volta sotto la Piramide

Il Cocoricò si trasforma in palco per la drammaturgia: stasera ‘A + A’, messo in scena dal giovane autore

Scarpinato e la prima volta sotto la Piramide

Scarpinato e la prima volta sotto la Piramide

Con A+A, storia di una prima volta, messo in scena da Giuliano Scarpinato, stasera alle 21 al Cocoricò, per tre giorni avamposto della drammaturgia, parte la rassegna di spettacoli ideata e promossa da Riccione Teatro col sostegno di MiC e Siae. Beatrice Casiroli ed Emanuele Del Castillo interpretano due adolescenti, raccontando i falsi miti, le paure e le ansie da prestazione che li tormentano. Ne parla Scarpinato, legato a Riccione attraverso la scuola di drammaturgia Scritture di Lucia Calamaro.

Cosa proporrà in sintesi?

"Uno spettacolo che ha per tema l’educazione sessuale e sentimentale degli adolescenti italiani, quella di A e A, lettera che apre l’alfabeto. Non ho dato loro nomi specifici, per non caratterizzarli troppo. Volevo fossero due prototipi di femminilità e mascolinità adolescente. È la storia come tante di un ragazzo e una ragazza che si conoscono a scuola, attraverso varie peripezie, falsi miti e paure giungono alla loro prima volta. Questo lavoro nasce da una ricerca e una gran quantità d’interviste fatte ad adolescenti tra i 14 e i 18 anni".

Come si presenta la scena?

"È a cura di Diana Ciufo ed è molto simbolica. È una sorta di limbo fotografico solido, percorso e abitato in tanti modi dai due protagonisti. Durante lo spettacolo multimediale scorrono intanto video e musiche e si sentono le voci registrate dei ragazzi che, come coro, fungono da contrappunto all’interpretazione degli attori".

Su cos’altro sta lavorando?

"Porto avanti All about Adam, mio primo lavoro di danza sull’identità maschile, sarà in scena in maggio a Roma e altrove. Sempre dalla storia che ha inspirato Il tempo attorno che si rifà alle mie vicende familiari, perché sono figlio di due giudici antimafia del pool di Falcone e Borsellino, e che presto sarà anche a Cattolica, sto poi scrivendo un film e il mio primo romanzo. Segue la pubblicazione di Fa’afafine (edito da I gabbiani) dal testo teatrale dello spettacolo con cui io sono nato come regista e autore nel 2014. È la storia di un ragazzino gender fluid e della sua famiglia".

Sogni nel cassetto?

"Dirigere un mio primo film, vorrei fosse proprio quello che sto scrivendo sulla mia storia familiare. Ho pure scritto Gioia, testo che ha vinto il Premio Solinas e che diventerà un film, ma non con la mia regia".

Riccione l’ha ospitata altre volte?

"Sono stato qui da attore in tournée con Carlo Cecchi, sono poi tornato per assistere a un paio di Premi Riccione. Questa città mi dà una bella sensazione e il Cocoricò è un luogo storico". Nives Concolino