Andrea, 33 anni, imprenditore con il suo bambino
Andrea, 33 anni, imprenditore con il suo bambino

Rimini, 21 aprile 2019 - Un bimbo di 5 anni afflitto dallo scorbuto e salvato dai medici della Pediatria dell’ospedale di Rimini. Una patologia antica di qui soffrivano soprattutto i marinai che stavano lunghissimo tempo in mare e non avevano possibilità di mangiare frutta fresca e verdura. Si caratterizza per una gravissima carenza di vitamina C.

Che cosa è successo al suo bimbo?

«E’ sempre stato bene ma nel novembre scorso è apparso, prima, un grande livido su di una gamba, poi ha smesso di camminare dal dolore e stava solo seduto. Dopo un paio di settimane durante le quali, oltre a noi, anche il nostro pediatra non riusciva a capire cosa avesse, abbiamo deciso di andare al Pronto soccorso di Rimini», risponde Andrea, 33 anni, imprenditore del Riminese.

I medici che cosa hanno fatto?

«Nella Pediatria dove è stato ricoverato è iniziata una serie infinita di esami e quando sono stati esclusi tumori vari, hanno deciso di fare del cortisone per un mese e mezzo. Poi lo hanno dimesso».

La cura è servita?

«In parte. Nel senso che a marzo ha ricominciato a stare in piedi, ma il giorno 20 di quello stesso mese ha preso la varicella e qui sono tornati tutti i sintomi di prima».

Il bimbo non era vaccinato?

«Visto che si sospettava anche una malattia autoimmune ci hanno detto che era meglio attendere di capire qualcosa di più, prima di procedere con il vaccino. Ma lui si è ammalato. In qualche modo però c’è stato un sintomo che ci ha allarmati, il sangue dalle gengive. Così lo abbiamo riportato in ospedale».

E si è capito cosa aveva?

«E’ ripartita l’odissea degli esami poi il dottor Vergine (Gianluca, che guida il reparto di Pediatria a Rimini, ndr) ha chiesto un consulto alla dottoressa Elena Fabbri. Lei si è seduta in camera con noi e ci ha chiesto tutti i particolari della vita di nostro figlio, dalla nascita fino a quel momento».

Cosa ha scoperto?

«Il bimbo è molto selettivo con il cibo, mangia pochissime cose, nonostante la nostra continua lotta per fargli mangiare più cose. Quindi la dottoressa ha intuito che ci potesse essere una tremenda carenza di vitamina C. Hanno iniziato a iniettarla in dosi massicce e intanto sono arrivati gli esiti degli esami del sangue per individuare la malattia che hanno dato esito positivo allo scorbuto».

Come sta adesso suo figlio?

«Sta bene e migliora a vista d’occhio. Oggi (ieri, per chi legge) lo hanno dimesso dall’ospedale. Martedì torniamo per un controllo ma se continua così è salvo. Grazie a questi medici bravissimi che non finiremo mai di ringraziare. Vorrei in qualche modo poter essere di aiuto al reparto e mi auguro di poterlo fare il prima possibile».