Seicento educatori precari: "Sit-in per il cambio rotta"

Una delegazione della Fp Cgil ha incontrato il prefetto per promuovere la stabilizzazione e riconoscimento professionale degli insegnanti di sostegno.

Seicento educatori precari: "Sit-in per il cambio rotta"
Seicento educatori precari: "Sit-in per il cambio rotta"

Non ne fa solo una questione di "equa retribuzione e stabilizzazione della figura" la Fp-Cgil, nel corso del presidio organizzato ieri di fronte alla Prefettura di Rimini per portare all’attenzione del prefetto le istanze degli educatori di sostegno. Bensì, il sindacato spiega che il riconoscimento della figura professionale rappresenta "uno scoglio da superare per poter approdare ad una vera inclusione scolastica per gli alunni a cui si riferisce il servizio degli educatori". Argomenta così al megafono le istanze di un’intera categoria il sindacalista della Cgil Eugenio Pari, mentre ai piedi del duomo e davanti alla Prefettura a decine gli educatori scendono in piazza con bandiere alla mano per portare avanti la propria protesta. Per "vedersi riconosciuta un’equa retribuzione laddove ora la paga media è di 9 euro e soprattutto poter contare su una maggiore stabilizzazione del lavoro, non sempre legati alla presenza o meno del bambino o ragazzo da assistere".

Punta sulla figura del "educatore di plesso" Eugenio Pari, traguardo che la Fp Cgil ha raggiunto a Rimini e Cattolica "facendo sì appunto che l’orario dell’educatore non dipenda dalla presenza o meno dell’alunnostudente assistito". L’assioma infatti è semplice. Ad ogni studente disabile o con deficit tali da richiedere l’assistenza scolastica corrisponde un educatore legato a filo doppio. "Ma per queste figure, tutte laureate e quindi portatrici di professionalità – puntualizza Pari –, non sussiste lo stesso riconoscimento alla pari degli altri insegnanti. Per questo oggi incontriamo il prefetto per portare all’attenzione la necessita di due disegni di legge in discussione che vanno verso il principio di inserire gli insegnanti di sostegno alle dipendenze del Comune o dello Stato a seconda dell’istituto in cui prestano servizio e non legati alle cooperative come invece accade adesso. E perciò in balìa costante degli appalti e con il rischio di vedersi a casa a zero ore nel caso in cui la coop di riferimento manchi di aggiudicarsi il servizio". A riprova di questo sistema "senza garanzie" nella sola provincia di Rimini si contano circa seicento educatori e operatori alle dipendenze delle cooperative sociali.

"Con questa mobilitazione – conclude il sindacalista Eugenio Pari – come Fp Cgil vogliamo sostenere il percorso di internazionalizzazione di tutto il personale operante nelle scuole, assicurandone la corretta contrattualizzazione e il giusto inquadramento professionale".