Mascherine e distanze, assembramenti e steward. Sono diventate le parole d’ordine di questa estate post-Covid, e lo saranno sempre di più nei locali della Riviera. Pochi fin qui i locali sanzionati, mentre sono state circa un centinaio le multe ai clienti, per il mancato utilizzo della mascherina. Ma ieri mattina il prefetto Alessandra Camporota, durante il comitato provinciale per l’ordine pubblico, è stato chiaro: serve più attenzione, anche da parte dei gestori, per evitare gli assembramenti e la calca delle persone, in pista e non solo. I locali devono arruolare steward che si occupino...

Mascherine e distanze, assembramenti e steward. Sono diventate le parole d’ordine di questa estate post-Covid, e lo saranno sempre di più nei locali della Riviera. Pochi fin qui i locali sanzionati, mentre sono state circa un centinaio le multe ai clienti, per il mancato utilizzo della mascherina. Ma ieri mattina il prefetto Alessandra Camporota, durante il comitato provinciale per l’ordine pubblico, è stato chiaro: serve più attenzione, anche da parte dei gestori, per evitare gli assembramenti e la calca delle persone, in pista e non solo. I locali devono arruolare steward che si occupino di far rispettare le distanze tra le persone.

Al Turquoise, uno dei locali sanzionati sabato sera, ci avevano in realtà già pensato da tempo. "Durante il fine settimana – confermano i gestori del ristorante dello stabilimento – abbiamo almeno 2 addetti anti-Covid a sera. Sono persone che paghiamo appositamente perché facciano rispettare le distanze tra i clienti, nonostante il nostro sia un ristorante e non un locale da ballo". Sabato, quando sono scattati i controlli, c’erano 200 persone a cena al Turquoise. "Ma gli spazi tra i tavoli – aggiungono i gestori – erano ampiamente rispettati". In attesa di conoscere i provvedimenti che la Prefettura adotterà, i titolari del ristorante del Turquoise hanno raccolto documenti e video per difendersi dalle violazioni contestate. In particolare per quanto riguarda una delle accuse più gravi: aver servito alcolici ai minorenni. Dal Turquoise assicurano che "i ragazzi hanno mostrato documenti falsi".

La zona del porto, dopo le 23, è una di quelle con il maggior rischio di assembramenti. Perché è qui che si concentrano moltissimi giovani, e tra loro non sono in tanti a indossare la mascherina e a rispettare le distanze. "E’ un lavoro immane per noi – conferma Lorenzo Spadazzi, titolare del Giardino – Noi cerchiamo, per quanto possibile, di far rispettare le distanze ed evitare assembramenti. Abbiamo avuto già diversi controlli e devo dire che le forze dell’ordine hanno dimostrato una grande collaborazione. Capiscono che per noi gestori non è facile far osservare le norme".

Di controlli ne hanno già subito diversi anche altri locali. Al Barrumba c’era la polizia già la prima sera in cui hanno inaugurato. "Noi abbiamo fatto la scelta di servire solo le persone sedute ai tavoli. Non diamo alcolici al bancone – sottolinea uno dei soci, Agostino ’Chicco’ Brigidi – E abbiamo personale addetto alla sicurezza e a far rispettare il distanziamento sociale". Al Bounty non ci sono mai meno di quattro steward a sera, impegnati a controllare la situazione e ad evitare assembramenti. "Abbiamo raddoppiato il personale del ricevimento proprio per stare sul sicuro – conferma il titolare del pub, Giuliano Lanzetti – Inoltre abbiamo percorsi segnalati per raggiungere i tavoli, e plexiglas. Abbiamo investito migliaia di euro nella sicurezza, e sono soldi spesi bene. Fin qui i nostri clienti hanno apprezzato molto le misure che abbiamo adottato".