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16 apr 2022

"Sì all’impianto eolico in mare, nì alle trivelle"

I dubbi di Rimini. L’assessore Anna Montini: "Prima di riprendere l’estrazione di gas vanno valutati costi, benefici e impatto ambientale"

16 apr 2022
Una delle piattaforme per l’estrazione di gas presenti al largo di Rimini
Una delle piattaforme per l’estrazione di gas presenti al largo di Rimini
Una delle piattaforme per l’estrazione di gas presenti al largo di Rimini
Una delle piattaforme per l’estrazione di gas presenti al largo di Rimini
Una delle piattaforme per l’estrazione di gas presenti al largo di Rimini
Una delle piattaforme per l’estrazione di gas presenti al largo di Rimini

Ravenna ha già pronunciato un ’sì’ convinto a nuove estrazioni di gas in mare. Per Rimini invece è un ’ni’. Eppure al largo di Rivazzurra si trova un importante sito produttivo, inattivo da anni, da cui si potrebbero estrarre ancora tra i 500 e i 600 milioni di metri cubi di gas. La concessione per ’campo Giulia’ è di Eni, che al momento esclude la ripresa dell’attività estrattiva a Rimini. Questo per i vincoli posti dal Piano per la transizione energetica, che vieta l’estrazione entro le 12 miglia dalla costa. Ma la questione resta aperta, perché la Regione è favorevole alle trivellazioni e Confindustria spinge sulla ripresa delle estrazioni.

Nel dibattito rompe il silenzio Palazzo Garampi e lo fa con l’assessore al mare Anna Montini. "Sul tema delle trivellazioni in Adriatico leggiamo dichiarazioni di ogni tipo ma finora, a differenza del progetto del parco eolico in mare, non c’è stato il minimo coinvolgimento degli enti locali". E "anche l’ipotesi di investire su nuovi rigassificatori (Ravenna si è candidata a ospitare gli impianti) ha implicazioni sia ambientali, sia in termini dipendenza dall’estero, che andranno attentamente valutate". Il riferimento è al problema della subsidenza, che rischia di peggiorare se gli impianti saranno autorizzati. L’assessore assicura: "Non abbiamo posizioni ideologiche pregresse. Qui non si tratta di fare la spola in un referendum permanente tra ’si’ o ’no’". Il punto è "valutare tecnicamente l’efficacia e lo strumento migliore per compensare i ‘buchi’ sulle forniture di materie prime a causa della guerra in Ucraina. Questo significa analizzare scientificamente costi e benefici affinché quello che oggi sarebbe un vantaggio, domani magari potrebbe creare seri problemi strutturali".

Sul maxi impianto eolico in mare, ora che Energia Wind ha modificato il progetto prevedendo le pale 10 miglia dalla costa, il Comune è pronto a dialogare: "Dopo Pasqua – annuncia la Montini – incontreremo la società: ci illustrerà il progetto modificato, anche alla luce di quanto abbiamo chiesto. Ma la società dovrebbe valutare l’opportunità di riconoscere al territorio un incentivo. Per esempio, fornendo energiaa prezzo ribassato alle scuole e al Metromare".

Manuel Spadazzi

© Riproduzione riservata

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