Sindacato, la lotta per i diritti Giulietti e i lavoratori del mare

Sindacato, la lotta per i diritti  Giulietti e i lavoratori del mare

Sindacato, la lotta per i diritti Giulietti e i lavoratori del mare

"La forza del mare è forza per i lavoratori". Sono le parole che riassumono al meglio la persona di Capitan Giulietti, morto 70 anni fa, stratega riminese del sindacalismo rivoluzionario e interventista, di cui si è discusso nel ciclo d’incontri, organizzato dalla Cgil di Rimini in occasione del suo 120esimo anniversario. Dall’inizio del Novecento il nome di Giuseppe Giulietti si lega, oltre a quello della città, al valore eroico della sua azione politico-sindacale capace di garantire maggiori diritti ai lavoratori del mare. Un figlio di pescatori riminesi, che – tuttavia – la politica e la principale delle unioni sindacali, delineano come una figura quanto meno "complessa". Ventenne, il futuro capitano lascia Rimini e sceglie il porto di Genova per lavorare avvicinandosi agli anarchici. Aderisce al Partito Socialista da cui non accetta ingerenze e che attacca con parole dure: "Voi fate del socialismo a "chiacchiere, mentre io faccio il socialismo con dei fatti, cioè lo realizzo". Giulietti entra nella Federazione italiana dei lavoratori del mare (Film) e ne diviene il presidente durante il congresso del 1906. Con una volontà inscalfibile realizza l’unita sindacale dei lavoratori del mare "dal mozzo al capitano", e trova i fondi che servono per la sopravvivenza del sindacato. Figura "complessa" poi, perché Giulietti nasconde in tasca un’amicizia maturata con un giovane Mussolini che lo manterrà economicamente. Nel 1918, il capitano dà vita alla cooperativa Garibaldi con cui riesce ad armare e gestire alcune navi mercantili creando una competizione mai vista con gli armatori dell’epoca. Nel 1919 si reca a Fiume collaborando all’impresa di Gabriele D’Annunzio. Nel 1948, infine, come onorevole, approda nel Partito Repubblicano instaurando anche un rapporto con la Cgil di Giuseppe Di Vittorio. A raccontare la vita del sindacalista, martedì scorso nella biblioteca Gambalunga, sono stati Gianluca Calbucci dell’Istituto per la Storia della Resistenza, Andrea Montemaggi condirettore di Ariminium e Enrico Poggi della Filt Cgil di Genova. L’incontro è stato moderato dalla segretaria generale della camera del lavoro di Rimini, Isabella Pavolucci, che ha attualizzato la figura di Giulietti con un contesto di diritti del lavoro "difficile" e soggetto alla "precarietà che il governo ha sdoganato con le recenti riforme". Al ciclo di incontri voluto dalla Cgil si è unito anche l’assessore Francesco Bragagni parlando di Giulietti come di "un grande riminese di cui va preservata la memoria", la sua importanza di sindacalista marittimo – ha aggiunto Bragagni – "è fra l’altro segnata dal monumento a lui dedicato nel parco di via Destra del Porto".

Andrea G. Cammarata