Un uomo di 45 anni è morto dopo che era stato operato per una sinusite
Un uomo di 45 anni è morto dopo che era stato operato per una sinusite

Rimini, 5 novembre 2018 – «Ha solo una brutta sinusite. Basta un intervento e si rimetterà presto». Ma lui, un operaio di 45 anni della Valmarecchia, è morto dopo 15 giorni dal ricovero in ospedale. Ora la famiglia, tramite l’avvocato Pier Paolo Piccini, chiede giustizia. Padre e madre della vittima chiedono un risarcimento danni di un milione di euro all’Ausl Romagna per colpa medica. Giovedì prossimo, infatti, compariranno davanti all’istituto di media conciliazione all’Adr Center di Rimini per il tentativo di conciliazione con l’Azienda sanitaria. Una decisione, quella di procedere in sede civile, che non attenua un dolore immenso.

«Nessuno ci potrà ridare nostro figlio – fanno sapere i due anziani genitori tramite il loro legale – sicuramente i medici hanno sottovalutato le sue condizioni o non hanno fatto tutti gli adeguati accertamenti diagnostici. Vogliamo sapere quello che è accaduto, ma nessuna cifra vale la vita del nostro ragazzo».

Il calvario dell’operaio di 45 anni, padre di una bambina in tenera età, inizia esattamente un anno fa, il 7 novembre. L’uomo si presenta al pronto soccorso dell’Infermi con fortissimi dolori alla testa. La sua emicrania è resistente persino alla terapia analgesica. L’uomo non migliora. Viene sottoposto ad alcuni accertamenti che fanno emergere una cefalea, ‘negativa a lesioni parenchimali’. Viene tenuto al pronto soccorso per una notte e alla fine la diagnosi è sinusite frontale. Una sinusite che però necessita di un intervento chirurgico. Una sorta di pulizia dei setti nasali che possono essere ostruiti e che provocano grandissimo dolore.

L’operaio  viene così trasferito all’ospedale di Cesena per essere sottoposto all’operazione chirurgica. Dopo l’intervento resta ricoverato per tre giorni, ma poi viene trasferito nuovamente all’Infermi. Stando sempre ai familiari, l’operazione non avrebbe risolto il problema che affliggeva l’operaio. La mattina del 25 le sue condizioni, all’improvviso, precipitano. L’uomo perde conoscenza e muore. La famiglia sprofonda in un tunnel di dolore senza via d’uscita. Così i genitori si affidano all’avvocato Pier Paolo Piccinini che subito scrive all’Ausl Romagna per avere chiarezza su quel decesso improvviso. Viene disposta l’autopsia. L’esito dell’esame autoptico stabilisce che il 45enne della Valmarecchia è morto in seguito a trombo embolia polmonare. Molto probabilmente, l’uomo era già stato colpito da un’occlusione acuta di più vasi arteriosi del circolo polmonare invece che affetto da una sinusite. Da qui la decisione dei familiari di avviare una causa civile contro la stessa Ausl per ‘responsabilità contrattuale per colpa medica’ e chiedere un milione di euro come risarcimento danni.