Spese legali, bufera sull’ex sindaca: "Vendetta". "No, atto dovuto"

Renata Tosi va all’attacco. L’amministrazione comunale replica: "La politica non c’entra"

Spese legali, bufera sull’ex sindaca: "Vendetta". "No, atto dovuto"

Spese legali, bufera sull’ex sindaca: "Vendetta". "No, atto dovuto"

La richiesta di rimborso delle spese legali chieste alla ex sindaca Renata Tosi è stato "un atto dovuto", precisa la giunta Angelini, mentre per Renata Tosi si è trattato di "una sorta di vendetta".

Il fatto. Con una determina del dirigente del 7 novembre vengono chiesti alla ex sindaca 87mila euro per i rimborsi percepiti per tre procedimenti penali. Questo accade dopo che la compagnia assicurativa che copre le spese legali dell’ente ha ritenuto di non corrispondere al Comune le somme perché a suo dire non dovute. "Ho più volte evidenziato che il contenzioso sulle spese legali è una partita tecnica in cui l’amministrazione può rivalersi nei confronti della compagnia assicuratrice, essendo la sottoscritta stata assolta pienamente in due procedimenti e per i quattro quinti nell’altro procedimento – attacca Renata Tosi –. Quindi la compagnia non può sottrarsi al pagamento delle spese legali". I contatti con il Comune sono iniziati quando in municipio era arrivata la giunta Angelini. "Non appena ricevuta la irrituale richiesta da parte del Comune, ho richiesto un colloquio al dirigente e proposto un incontro anche con i liquidatori della compagnia assicuratrice; per tutta risposta, il Comune non si è fatto più sentire e la compagnia assicuratrice ha omesso qualsiasi risposta nonostante più volte sollecitata". La giunta Angelini non intende fare polemiche. "Si tratta di un atto dovuto, a valle di indagini e controlli compiuti da terzi, indipendenti dalla volontà politica della giunta attualmente in carica che non ha compiuto alcun atto. Le somme non possono essere riconosciute o devono essere restituite quando non siano soddisfatti i seguenti requisiti: assenza di conflitto di interessi con l’ente amministrato; presenza di nesso causale tra le funzioni esercitate e i fatti giuridicamente rilevanti; assenza di dolo o colpa grave. Sono elementi che sono definiti solamente al termine del procedimento giudiziario". Ma l’ex sindaca mostra l’atto del febbraio scorso, con la giunta Angelini al comando, che chiedeva il rimborso delle somme usando le medesime motivazioni.

In passato altri ex sindaci hanno beneficiato dei rimborsi, e se questo è accaduto, dice l’avvocato Marco De Pascale, consigliere di 2030, dipende dall’esito dei procedimenti penali. "Sono citati due procedimenti per i quali vi è stata la sentenza, ed uno che è ancora in corso. Ora, per quest’ultimo sicuramente non potevano esser erogate somme, posto che ancora non c’è la sentenza per verificare se ricorrano le condizioni per il rimborso. Per gli altri due non ricorrono le condizioni per il rimborso in quanto in un processo la ex sindaca è stata condannata alla pena di venti giorni di reclusione sostituita con una multa di 5mila euro (pena sospesa). Nell’altro processo non è stato escluso il fatto reato, ma l’imputata ha usufruito dell’istituto della ‘particolare tenuità’ del fatto. Diciamo che l’assicurazione è stata più attenta nel valutare la sussistenza dei presupposti per il rimborso delle somme, rispetto al Comune".

Andrea Oliva