La 'duna dell'amore' all'ex colonia Bolognese (foto Migliorini)
La 'duna dell'amore' all'ex colonia Bolognese (foto Migliorini)

Rimini, 6 settembre 2018 - "Perché sull’arenile a luci rosse della colonia Bolognese, si continua a dare impunemente spettacolo con atti osceni in pieno giorno?". 

Il pensionato Mario Giari (nome di fantasia per evitare ritorsioni), traccia un profilo di "quell’infernale bolgia del sesso", scoperto per caso, qualche anno fa, dopo aver fatto le cure alle vicine terme. E’ stato il suo cane a portarlo su una di quelle nicchie di sabbia, che soprattutto dalla primavera all’autunno si trasformano in letti bollenti. Lo si intuisce anche da un altro filmino hard di 20 secondi, recapitato in redazione l’altro ieri. 

Perché ha messo il naso in questa situazione? 
"Perché quello che avevo visto casualmente, grazie al mio cane che era scappato, mi ha inquietato. Così, ogni volta che venivo a fare le cure, cercavo di scoprire qualcosa in più osservando il movimento, le auto dalle quali scendevano gli uomini, che poi si avviavano verso la colonia". 

Che quadro si è fatto? 
"Quello che ora ormai conoscono in tanti: in questa spiaggia hard vengono uomini del posto, ma anche forestieri, persone che hanno l’accento emiliano, di varie età e, a mio parere, di varia estrazione sociale. Non si tratta di effusioni tra gay, qua è ben altro: siamo a livello di prostituzione". 

Qual è la cosa che l’ha colpita di più?
"Vedere alcuni di quei soggetti che si prostituiscono scendere dalle auto con seggiolini e passeggini a bordo, significa che sono padri. Un giorno addirittura è arrivata un’auto con il contrassegno di un medico, mentre in un’altra occasione un tizio, che si è diretto verso le buche hard, è sceso da un mezzo di una multi utility di un’altra regione. E’ facile capire e vedere che qui vengono individui di varia età ed estrazione sociale, dal professionista al fruttivendolo, scambisti, a volte trans". 

Lei osserva e annota? 
"Certo, ho trascorso diverso tempo anche nella mia auto, parcheggiata lì vicino sbirciando, e ho pure raccolto informazioni da gente preoccupata come me, che mi parla di questa situazione, che vergognosamente va avanti da oltre vent’anni. Non si capisce perché dopo tanto tempo non sia cambiato niente, anzi, forse si va in peggio, perché se prima questi soggetti si nascondevano tra i muri delle colonie, ora consumamo i rapporti alla luce del sole. Sembra quasi che alcuni di questi facciano parte di un particolare circuito. Sarebbe bene indagare in rete, ma questo spetta alle forze dell’ordine".