Spostato lo striscione della discordia : "Decisione del prefetto"

La bandiera della Palestina non è più esposta a Palazzo Francolini. Morrone (Lega): "Ho allertato Rosa Maria Padovano". Pd critico.

Spostato lo striscione della discordia : "Decisione del prefetto"

Spostato lo striscione della discordia : "Decisione del prefetto"

Lo striscione della discordia è stato spostato. La bandiera della Palestina con la scritta (in inglese) Fermate il genocidio, che l’associazione del festival Santarcangelo dei teatri aveva esposto dalla finestra al terzo piano del Palazzo Francolini, lo stesso edificio dove ha sede anche il comando di polizia locale, è stata tolta da lì. A sollevare il caso sono stati alcuni residenti e poi la Lega, che aveva duramente attaccato il gesto. Ma la Lega non si è limitata a condannare pubblicamente la vicenda. "In seguito alle segnalazioni ricevute, mi sono subito attivato – spiega il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna – perché in uno stabile adibito a sede di un’istituzione pubblica non si può appendere alcunché possa dare l’idea, ai cittadini, che sia lo stesso ente a promuovere una narrazione politica di parte. Per questo ho allertato il prefetto di Rimini, Rosa Maria Padovano, che ringrazio per essersi attivata subito". Insomma: se l’associazione di Santarcangelo dei teatri ha spostato la bandiera, dice la Lega, è stato per l’intervento del prefetto, sollecitato dallo stesso Morrone. Che continua: "Il termine ‘genocidio’ ha un significato preciso e in questo caso viene usato erroneamente da ogni punto di vista, compreso quello giuridico, inducendo l’opinione pubblica a un’interpretazione parziale e non corrispondente né alla realtà, né alla posizione ufficiale del Governo". Un gesto che, secondo Morrone, "potrebbe addirittura indurre a gravi atti di antisemitismo che stanno già creando forte allarme". Non fa sconti nemmeno Marco Fiori, consigliere e segretario della Lega a Santarcangelo: "A prescindere dalle proprie idee sarebbe opportuno non esporre simboli sugli edifici pubblici".

Il caso continua a far discutere, nonostante il presidente e il direttore di Santarcangelo dei teatri abbiano spiegato che quella bandiera voleva essere solo un messaggio di pace. Non replicano né la sindaca Alice Parma né il candidato sindaco e assessore alla polizia locale Filippo Sacchetti. Lo fa invece Paola Donini, consigliera e segretaria comunale del Pd di Santarcangelo: "Credo che la questione sollevata dalla Lega sia solo strumentale e mostra una certa mancanza di argomenti. Il Palazzo Francolini ospita sia i vigili che gli uffici del festival, la bandiera esposta era a una finestra del terzo piano, dove c’è la foresteria di Santarcangelo dei teatri, non affiancata alle bandiere istituzionali che si trovano sopra il portone, e non era confondibile checché ne dica la Lega. Per i contenuti, il presidente del festival ha già risposto. E siccome viviamo ancora in democrazia, la spiegazione è più che sufficiente. La tragedia che si sta consumando in quell’area del mondo non merita il tifo da stadio che la Lega vuole spingere, in mancanza di altri argomenti o di un progetto politico su Santarcangelo". Sulla questione interviene anche l’ex consigliere di Rifondazione Roberto Zaghini: "È un peccato che il festival abbia spostato la bandiera. Secondo me dovrebbe essere il Comune stesso a esporre la bandiera della Palestina con la scritta ‘no al genocidio’. Come si fa a non parlare di genocidio, con quello che sta accadendo nella striscia di Gaza? Qui non si tratta di essere anti-israeliani, ma di riconoscere i fatti di questo conflitto".