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22 apr 2022

Stipendi più alti per 6.500 lavoratori

Sottoscritto l’accordo per il rinnovo del contratto: al tavolo Anis e le organizzazioni sindacali

Accordo sottroscritto ieri tra Industriali, Csdl, Cdls e Usl
Accordo sottroscritto ieri tra Industriali, Csdl, Cdls e Usl
Accordo sottroscritto ieri tra Industriali, Csdl, Cdls e Usl

Aumenti in busta paga per 6.500 lavoratori. Si è svolto ieri l’atteso incontro tra i vertici di Anis e di tutte e tre le organizzazioni sindacali per sottoscrivere l’accordo di rinnovo del contratto Industria. Contratto che prevede "un aumento significativo – spiegano gli Industriali del Titano – del 5,4%, a cui si somma lo 0,60% già corrisposto nel biennio precedente per un totale del 6%, da erogarsi in due annualità, anticipando la parte più consistente, ovvero il 3% al 2022, compresi quindi anche i primi mesi dell’anno che verranno computati come arretrati nella prima busta paga utile. Mentre per il 2023 l’aumento sarà del 2,4%". Il contratto di lavoro dell’industria "è l’unico – sottolineano dall’Anis – che con continuità ha dato risposte alle esigenze sia delle imprese che dei lavoratori in esse occupati tanto che, sotto il profilo economico, ha sempre garantito in anticipo il potere d’acquisto delle retribuzioni".

Tenuto conto delle incertezze determinate dalla pandemia prima e dalla guerra in Ucraina poi, che stanno caratterizzando negativamente questa fase dell’economia, "si è imposta a tutti una riflessione – spiegano – su quali fossero i limiti ragionevoli della stessa trattativa e crediamo si sia arrivati ad un buon accordo per ambo le parti. Un rinnovo, sottolineiamo, che riguarda oltre 6.500 lavoratori occupati nelle aziende industriali, le quali hanno già dimostrato di saper affrontare e vincere le sfide dei mercati, ma che proprio per questo sono consapevoli che con il supporto dei propri collaboratori riusciranno a vincere quelle di oggi e di domani".

Questa unità di intenti "si riflette non solo in un contratto che è stato come sempre rinnovato, ma anche nella volontà di proseguire quel percorso avviato nel 2012 con il primo accordo basato sul mantenimento del potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori in cambio della necessaria flessibilità nell’organizzazione del lavoro da parte delle imprese. La validità di tale impianto oggi viene confermata dal coinvolgimento attivo di tutte e tre le sigle sindacali, con le quali abbiamo condiviso – spiega Anis – e assunto l’impegno di costruire assieme anche il nuovo contratto del settore Industria in linea con i crismi della nuova legge, per proseguire nel dare continuità e stabilità al settore che rappresentiamo e che, numeri alla mano, sta oggettivamente trainando da tempo tutto il sistema economico sammarinese con investimenti e occupazione". Per le tre organizzazioni sindacali (Csdl, Cdls, Usl) si tratta di un accordo basato prevalentemente sull’aumento delle retribuzioni per far fronte all’aumento dei prezzi e ai rincari energetici.

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