Mezzogiorno di fuoco sui bus. Ieri al centro studi di Viserba pochi mezzi e troppi studenti tra mascherine che si abbassano per il caldo insopportabile stipati sugli autobus. C’è chi non se l’è sentita di salire ed ha chiamato: "Mamma cosa devo fare? A scuola ci fanno le lezioni sul distanziamento, ma qui è una calca". Chiusa la telefonata i genitori sono partiti. Altro traffico per la strada e coda di auto in arrivo al centro studi. Se ne conteranno a fine mattinata tante. "Abbiamo acquistato l’abbonamento da 250 euro e non ci sono le condizioni nemmeno per poterlo usare. E’ mai possibile?" ci racconta Ioanna Wisniewska, una delle mamme accorse sul posto per prelevare la figlia che frequenta il Valgimigli. ...

Mezzogiorno di fuoco sui bus. Ieri al centro studi di Viserba pochi mezzi e troppi studenti tra mascherine che si abbassano per il caldo insopportabile stipati sugli autobus. C’è chi non se l’è sentita di salire ed ha chiamato: "Mamma cosa devo fare? A scuola ci fanno le lezioni sul distanziamento, ma qui è una calca". Chiusa la telefonata i genitori sono partiti. Altro traffico per la strada e coda di auto in arrivo al centro studi. Se ne conteranno a fine mattinata tante. "Abbiamo acquistato l’abbonamento da 250 euro e non ci sono le condizioni nemmeno per poterlo usare. E’ mai possibile?" ci racconta Ioanna Wisniewska, una delle mamme accorse sul posto per prelevare la figlia che frequenta il Valgimigli.

Se alcuni ragazzini hanno mollato, altri hanno tenuto duro, ma il viaggio è diventato un incubo dice William Bocca, papà di uno studente del Serpieri. "Mio figlio è tornato visibilmente scosso per quello che ha dovuto subire. Dal centro studi a Bellaria è rimasto schiacciato contro il vetro. Un infermo. Non abbiamo certo pagato centinaia di euro l’abbonamento per questo servizio. Con il virus basta sbagliare una volta per creare danni. La situazione è inaccettabile. Oggi mio figlio mi chiede se andrò io a prenderlo a scuola e non perché è rimasto schiacciato. E’ normale che questi ragazzi abbiano timore del covid. Sono tornati a scuola dopo mesi e le prime ore di lezione le hanno fatte sui protocolli. Poi cosa accade pochi metri dopo l’uscita da scuola? Stipati nei bus. Se questo è il risultato tutte queste storie sul distanziamento e sul rispetto dei protocolli diventano una buffonata. Ho segnalato la cosa ai carabinieri, ai vigili ed anche alla polizia provinciale. Con altri genitori abbiamo inviato lettere di reclamo a Start".

La mattinata era partita diversamente. Niente calche e bus che sono andati riempiendosi gradualmente, ma senza situazioni di particolare disagio. I problemi ci sono stati al ritorno e in modo particolare a mezzogiorno, orario insolito di uscita, dovuto alle scelte fatte in questi primi giorni dalle varie dirigenze scolastiche. Non è un problema solo riminese. "Ieri ho ricevuto la chiamata di mia figlia e la sono dovuta andare a prendere al liceo Volta di Riccione - attacca la consigliera comunale leghista a Misano, Veronica Pontis -. La situazione dei trasporti scolastici richiede un intervento immediato di AMR e della Provincia. Il vero problema è che negli scorsi anni si viaggiava al doppio della capienza, quindi ad oggi con le varie restrizioni i mezzi impiegati non sono sufficienti al trasporto degli abbonati. Ci sono stati ragazzi costretti a farsi accompagnare e rimasti a piedi nelle corse di ritorno".

Ieri Start ha fatto il punto dopo i primi tre giorni del servizio. "Le situazioni di maggiore densità di passeggeri è nelle tratte fra Morciano e Riccione – spiegano -. Il numero di studenti è fortemente cresciuto anche oggi, quindi Start Romagna ha spostato bus in aggiunta. Sulla linea 4 a Rimini Nord è attesa una soluzione ulteriore per sopperire al necessario cambio di percorso per consentire i lavori al Parco Mare Nord. Sulla linea 160, in previsione di uscite anticipate dai plessi scolastici di Riccione, Marebello e Morciano, sono previste corse integrative all’uscita dalle scuole intorno alle 12. In linea di massima, gli assembramenti sulle linee extraurbane e sul Metromare sono per lo più all’uscita dalle scuole, proprio in virtù di cambi di orario improvvisi. Nei casi segnalati, i tempi di attesa documentabili sono sempre stati entro i 30 minuti, il tempo di far sopraggiungere un nuovo bus".

Andrea Oliva