Rimini, 14 aprile 2018 - Telecamere piazzate nello spogliatoio delle sue dipendenti e collegate direttamente al suo telefonino per poter ‘osservare’ meglio le sue commesse. E’ la scoperta che hanno fatto ieri mattina gli uomini della Questura che sono piombati in un supermercato di Rimini.

Da settimane intorno a quell’esercizio commerciale, meta ogni giorno di centinaia e centinaia di clienti, giravano strane voci. Indiscrezioni parlavano di un clima di tensione, alimentato da un forte sospetto: «Non ci staranno forse spiando?», era la paura che serpeggiava tra i dipendenti, in massima parte donne.

E ieri mattina, i poliziotti hanno voluto vederci chiaro. Si sono presentati dal direttore del supermercato, un 60enne riminese, sposato, padre di due figli, incensurato ed hanno chiesto di farsi mostrare le telecamere. L’uomo non ha battuto ciglio e ha fatto vedere il sistema ‘regolare’ di videosorveglianza. Pensava si trattasse di un controllo antirapina. La verità era un’altra. «E adesso vediamo le altre, però, quelle nascoste», gli hanno intimato gli agenti.

Il direttore, stupito e tradendo un certo imbarazzo, è stato così costretto a mostrare ai poliziotti le telecamere ‘clandestine’, quelle installate a insaputa di tutti, dipendenti compresi. Ne aveva piazzate ben quattro, di cui una nello spogliatoio delle sue cassiere e commesse, una nel corridoio e in un magazzino e laboratorio. «Le ho installate per evitare la piaga dei furti e per controllare l’operato dei miei dipendenti», ha tentato di giustificarsi l’uomo.

La videosorveglianza ‘irregolare’ era collegata tramite un server e inviava le immagini direttamente sullo smartphone del direttore del supermercato. La Polizia ha immediatamente sequestrato le quattro telecamere ed il server dal quale transitavano i video.

Stessa sorte è toccata anche al cellulare dello stesso direttore. Gli agenti vogliono controllarne il contenuto. Al momento il responsabile del supermarket è stato denunciato dalla Polizia per illegittima interferenza nella vita privata dei suoi dipendenti, violazione del controllo del personale e violazione della privacy.