Rimini, 27 novembre 2019 - «Ho sentito il terremoto anche a casa mia. Mi sono svegliato di soprassalto e ho chiamato immediatamente i miei genitori che vivono a Tirana. La città dista solo 30 chilometri da Durazzo. Stanno bene, ma la paura è stata enorme. Molte persone, da ore, vivono per strada per timore di nuove scosse». C’è anche Kledi Kadiu, ballerino e coreografo di fama internazionale, tra le persone che, la scorsa notte, sono state buttate giù dal letto, nel cuore della notte, dalla scossa di magnitudo 6.5 che ha colpito la costa settentrionale dell’Albania (foto), causando morti e centinaia di feriti.

VIDEO Le operazioni di salvataggio, ma la terra trema ancora

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Una scossa violentissima, che è stata avvertita chiaramente anche sulla costa Adriatica. Kledi, diventato famoso in Italia come primo ballerino di programmi noti al grande pubblico, da Buona Domenica ad Amici di Maria De Filippi, da alcuni anni vive a Rimini assieme alla sua famiglia. La notizia del terremoto è stata, per lui, come un fulmine a ciel sereno. «I miei genitori – ha raccontato – mi hanno confermato che Durazzo è stata duramente colpita. Distrutta per quasi la metà. E’ una situazione spaventosa. Quello che è accaduto sembra quasi un fenomeno contro natura. Si tratta di fenomeni non previsti e per questo non governabili».

I danni maggiori sono stati registrati proprio a Durazzo, città che si affaccia direttamente sul mare: qui un albergo è crollato, uccidendo almeno quattro persone. L’epicentro del sisma è stato registrato a 6 km a nordest del villaggio di Ano Kastritsi (centro-sud), nella regione della Grecia Occidentale, con ipocentro a 35 km di profondità. Alla scossa notturna ne sono seguite altre di minore entità.

Ora Kledi si dice pronto a usare il proprio talento per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. «Dovevo partire per Tirana per tenere uno stage di danza. Ho dovuto annullare tutto all’ultimo momento. Ma ho solo rimandato l’appuntamento. E quando sarà, spero prestissimo, il ricavato delle mie lezioni sarà interamente devoluto al mio Paese».

Immediata anche la mobilitazione di Agimi Rimini, l’associazione italo albanese coordinata dal console Edmond Kumaraku. «Già in mattinata – fanno sapere dall’associazione – ci siamo sentiti per fare il punto delle necessità in patria e chiedere aiuto ai loro concittadini: in Albania preso le zone terremotate i collegamenti telefonici ci sono, ma in alcune zone manca la corrente elettrica e gli ospedali ne soffrono particolarmente. A Rimini e in provincia sono oltre diecimila residenti di origine albanese».