Rimini, 7 febbraio 2019 - Importavano illegalmente dalla Slovacchia cuccioli di cane di piccola taglia, venduti con documenti falsi, senza vaccinazioni e con malattie che dopo pochi giorni dall'acquisto ne causavano la morte.  Con l'operazione Luxury dog, la polizia di Frontiera di Rimini ha sgominato una banda dedita al traffico illegale di animali e ha eseguito sette misure cautelari, di cui tre mandati di arresto europeo e 13 perquisizioni locali e domiciliari. 
 

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L'organizzazione aveva come Paese di riferimento la Slovacchia dove sono stati localizzati i vertici del sodalizio, un 33enne la madre 54enne, entrambi in carcere a Nitra, quest'ultima legata a un 64enne italiano di Loano arrestato invece a Savona.

Sempre in carcere sono finiti un commerciante di animali, 33 anni di Rimini e un napoletano di 45 che forniva i documenti falsi per il trasporto e la vendita. Ai domiciliari una collaboratrice del gruppo, una giovane di 36 anni di Cesenatico, che rispondeva alle domande degli acquirenti su internet, e un commerciante di Santarcangelo di 60, fermato ieri mattina all'aeroporto di Bologna di rientro da un viaggio in Spagna. Otto gli indagati a piede libero, tra cui il proprietario di un canile abusivo, 41 anni di Napoli, a Villaricca (Napoli).

Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rimini, è inoltre emerso un traffico di migliaia di cani che ha fruttato al sodalizio guadagni per oltre un milione di euro.

L'indagine coordinata dal procuratore Elisabetta Melotti e dalla sostituta Paola Bonetti, è partita l'anno scorso dopo le denunce di una quarantina di padroni di cuccioli acquistati su internet e morti pochi giorni dopo la consegna. Polizia di frontiera, squadra mobile di Rimini, con la collaborazione del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia, Sirene, di due Team EnFast (Rete Europea delle Unità Ricerche Attive Latitanti) e delle squadre mobili di Milano, Alessandria, Bergamo, Savona, Napoli, coadiuvata dalle guardie ecozoofile di 'Fare Ambiente' hanno quindi individuato i componenti del gruppo che dovrà ora rispondere di associazione per delinquere, traffico di animali
da compagnia, maltrattamento, truffa, falsità materiale, frode in commercio e abusivo esercizio di professione.

I cuccioli venivano maltrattati sopratutto durante il trasporto in auto dalla Slovacchia nelle varie destinazioni italiane. Tenuti in trasportini piccoli, anche 20 esemplari per volta, senza acqua né cibo, i cuccioli spesso morivano durante il viaggio. La polizia ne ha salvato un centinaio, tutti dati subito in affido.