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8 apr 2022

Trasferiti altri profughi Negli hotel sono 200

Continuano gli spostamenti disposti dal ministero per ridurre il numero degli ucraini a Rimini

La manifestazione di protesta davanti alla Prefettura di alcuni rifugiati ucraini che rifiutano il trasferimento da Rimini
La manifestazione di protesta davanti alla Prefettura di alcuni rifugiati ucraini che rifiutano il trasferimento da Rimini
La manifestazione di protesta davanti alla Prefettura di alcuni rifugiati ucraini che rifiutano il trasferimento da Rimini

Chi ha trovato una sistemazione da amici e parenti a Rimini. E chi, a denti stretti, ha accettato il trasferimento in altre strutture fuori regione disposto dal ministero dell’Interno. Proseguono le operazioni per portare via i rifugiati ucraini ospitati negli hotel. Alcuni hanno lasciato Rimini ieri, altri lo faranno a giorni. Altri ancora, dagli alberghi, sono stati trasferiti in strutture convenzionate presenti in provincia, come Villa Fusco a Misano. Qui è stata portata anche una donna incinta (è all’ottavo mese), che era ospitata all’hotel Margherita. Accanto ai trasferimenti forzati ci sono quelli spontanei. "Vista la decisione della Prefettura – conferma Giosuè Salomone di ’Riviera sicura’, associazione di cui fanno parte molti degli hotel che hanno accolto i profughi – ci stiamo dando da fare in prima persona per trovare ai rifugiati un alloggio temporaneo presso familiari e conoscenti". La maggior parte dei profughi si trova negli hotel Brenta e al Margherita. Tra loro, alcuni hanno rifiutato il trasferimento proposto dalla Prefettura e arruolato l’avvocato Vincenzo Arino per far valere la volontà di restare a Rimini. Arino ha inoltre annunciato un esposto contro la Prefettura per abuso di potere.

Intanto procede spedita la macchina della solidarietà. Domani il gruppo Mir - Rimini per l’Ucraina, istituito dal Comune con le varie realtà del volontariato, organizza una nuova colletta alimentare a favore degli ucraini. I volontari saranno fuori dai supermercati (dalle 8.30 in poi), dove raccoglieranno le donazioni. Servono cibo a lunga conservazione, articoli per l’igiene, farmaci. I prodotti saranno devoluti alle famiglie ucraine più bisognose. Continuano poi ad arrivare le donazioni. La Conad delle Befane ha regalato tanti scatoloni pieni di alimenti, prodotti per i bambini, salviette e tanto altro. A proposito di bambini: è partito l’altro ieri al Ceis il primo dei gruppi educativi gratuiti che il Comune, grazie a insegnanti in pensione e volontari, ha messo a disposizione dei profughi minorenni. Il progetto è stato molto apprezzato, tanto che anche l’università di Rimini metterà a disposizione dei gruppi educativi alcuni studenti che potranno così aiutare i bimbi ucraini.

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