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15 mag 2022

"Troppo lavoro e stress E la paga era bassa"

Il medico riminese ha lasciato il Pronto soccorso dell’Infermi dopo tanti anni, per trasferirsi all’ospedale di San Marino

Gian Marco Pedrazzi, 43 anni, medico
Gian Marco Pedrazzi, 43 anni, medico
Gian Marco Pedrazzi, 43 anni, medico

Ha lasciato l’ospedale Infermi poco prima della pandemia, per andare a lavorare a San Marino. "E non sono affatto pentito della decisione presa tre anni fa", spiega convinto Gianmarco Pedrazzi. Quarantatré anni, medico di Pronto soccorso, Gian Marco è figlio d’arte. Il padre ha lavorato tanti anni al Pronto soccorso di Rimini, mentre il fratello Gian Matteo è in servizio nel reparto di terapia intensiva. Pedrazzi dal 2019 è all’ospedale di San Marino, e lavora sempre al Pronto soccorso. "Ma la situazione è completamente diversa, rispetto a quella che c’era a Rimini".

Sotto quali aspetti?

"Prima di tutto i carichi di lavoro. Erano davvero pesanti. Lo dico avendo passato parecchi anni al Pronto soccorso di Rimini. A San Marino c’è un’organizzazione diversa, e soprattutto c’è meno stress. Per questo, quando ho avuto la possibilità, ho deciso di trasferirmi sul Titano".

Rimpianti?

"No, per ora sto bene a San Marino. Mi piacerebbe tornare a lavorare per l’Ausl Romagna, ma non a queste condizioni. Che sono molto diverse rispetto ai tempi in cui mio padre era in servizio. I medici del Pronto soccorso oggi sono quelli che hanno, in assoluto, maggiori responsabilità e carichi di lavoro rispetto ai colleghi di tutti gli altri reparti ospedalieri, eppure la retribuzione non è adeguata rispetto alle condizioni in cui operano".

Quindi la sua scelta di trasferirsi a San Marino è stata dettata anche da una questione economica?

"Anche, ma non è stata quella la molla principale che mi ha spinto a cercare altrove. Noi medici di Pronto soccorso siamo quelli in prima linea, e ne siamo perfettamente consapevoli. Ma negli ultimi anni passati a Rimini il lavorato era aumentato sempre di più e erano aumentate soprattutto le tensioni con i pazienti e i loro familiari. Le condizioni sono peggiorate al punto tale che, quando mi è arrivata l’occasione, ho scelto di andarmene. Sicuramente trasferirmi a San Marino mi è servito anche a trovare nuovi stimoli".

Una scelta di cui non si è pentito.

"Assolutamente no. Per questo capisco molto bene le difficoltà dell’Ausl nel reperire medici per il Pronto soccorso e il 118".

Manuel Spadazzi

© Riproduzione riservata

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