I cacciatori di cinghiali al termine della battuta
I cacciatori di cinghiali al termine della battuta

Rimini, 11 gennaio 2019 - Credevano  di imbattersi nei cinghiali e invece hanno trovato… diecimila euro in contanti. Colpo grosso del gruppo di caccia ‘Girata Valconca’ nelle campagne attorno a Montefiore. Mercoledì scorso le ‘doppiette’ guidate dal morcianese Bruno Borgia stavano setacciando una zona boscosa lungo il letto del fiume Conca quando, all’altezza del ponte di Gemmano, sono incappati in decine di banconote da 100 e 500 euro, parzialmente bruciate, che galleggiavano sul pelo dell’acqua.

BORGIA e gli altri cacciatori hanno subito intuito che si trattava del bottino di un furto o di una rapina, poi abbandonato dai malviventi durante la fuga. Il contante è stato recuperato e consegnato ai carabinieri della stazione di Montefiore e del nucleo operativo di Riccione, che hanno subito avviato le indagini del caso.

«SIAMO un gruppo di caccia autorizzato dalla Regione Emilia – Romagna e siamo specializzati nell’abbattimento del cinghiale secondo regole e normative molto rigide – spiega il ‘capocaccia’ Borgia –. Di recente il tema degli ungulati è tornato di grande attualità vista l’elevatissima diffusione di questi animali nel nostro entroterra e la loro presenza in prossimità di centri abitati e parchi pubblici dell’intera Valconca. Senza considerare i danni per le colture e gli agricoltori e il rischio di incidenti stradali, come quello avvenuto di recente lungo la A1, costato la morte di un ragazzo e il ferimento di altre dieci persone».

IL nostro lavoro – prosegue il capo della squadra di cacciatori di cinghiali – consiste principalmente nel mantenere la popolazione dei cinghiali entro determinati livelli, evitando situazioni di sovraffollamento e ricadute sull’intero sistema faunistico. Siamo molto presenti sul territorio e questo ci permette di vedere cose che le altre persone non potrebbero vedere: in passato, ad esempio, ci è capitato di scoprire discariche abusive o animali che erano stati abbandonati».

Borgia torna quindi sull’eccezionale ritrovamento di mercoledì scorso. «Lì per lì abbiamo subito ipotizzato che fosse denaro rubato, in quanto le banconote erano tutte bruciacchiate: forse provengono da un bancomat o da una cassetta di sicurezza fatta saltare per aria, ma saranno le forze dell’ordine a fare luce sulla vicenda. Probabilmente il colpo è stato messo a segno di recente, perché l’odore di bruciato era molto forte. Abbiamo allertato i carabinieri, che sono intervenuti sul posto per effettuare i rilievi e recuperare il denaro. In definitiva possiamo dire che è stata una battuta di caccia particolarmente ‘ricca’» conclude Bruno Borgia con un sorriso.