Le manifestazioni dei genitori no-vax in piazza Cavour
Le manifestazioni dei genitori no-vax in piazza Cavour

Rimini, 19 maggio 2019 - Un medico indagato e 12 famiglie riminesi nel mirino degli inquirenti per vaccini certificati ma mai fatti. L’inchiesta della Procura di Pesaro è tutt’ora in corso, ma già si profilano le ipotesi di reato. Il primo è già indagato per uso d’atto falso aggravato, mentre padri e madri rischiano anche l’accusa di corruzione, dal momento che l’anziano medico ovviamente si faceva pagare per mettere quella firma.

L’indagine, affidata ai carabinieri della Compagnia di Riccione, è partita un paio di mesi fa, su segnalazione dell’Ausl di Rimini. Tutto è cominciato quando l’Azienda ha convocato una ragazzina e la madre per effettuare il richiamo di un vaccino. Quando la signora si è presentata, ha subito chiarito che la figlia l’aveva già fatto a pagamento da un medico privato. A quel punto gli operatori sanitari hanno cominciato a fare altre domande su quali vaccini avesse fatto la giovane e quando, e a quel punto la signora è crollata. E ha confessato che la figlia in realtà non era mai stata vaccinata in vita sua e che la colpa era del suo ex marito. L’uomo, ha spiegato, era un no-vax convinto e lei l’aveva sempre assecondato. Adesso però si erano separati e poteva dire come stavano le cose. A quel punto l’Ausl ha deciso di approfondire la posizione di quel medico, ed è andata a prendere tutti gli altri certificati il professionista e aveva stilato riguardanti le vaccinazioni, passandoli al pettine fitto. Scoprendo che c’erano circostanze a dir poco sospette. La scansione temporale dei vaccini sembrava non tornare, alcuni erano stati fatti fuori dall’età prevista. Certificati guarda caso fatti quasi tutti nell’autunno del 2017 e che erano stati poi esibiti dai genitori alle scuole, così come prevedeva la legge Lorenzin. Questo, unito ad altri ‘dettagli’, li ha convinti che c’era sotto qualcosa.

A quel punto l’Azienda sanitaria ha deciso che ne aveva abbastanza per chiamare i carabinieri. I quali hanno accertato subito che le posizioni riguardavano una dozzina di genitori che avevano esibito i certificati firmati dal medico in questione, residente in regione. Questo, hanno verificato, aveva ambulatori sia a Rimini che nel Pesarese, e le attestazioni delle false vaccinazioni, che venivano poi comunicate all’Ausl, erano state fatte in entrambe le zone. Quanto al professionista, il suo passato non deponeva certo a suo favore, essendo stato coinvolto un paio di volte in vicende giudiziarie per false certificazioni alle assicurazioni. Gli investigatori hanno cominciato sentendo i genitori che comparivano nella lista. Un vero e proprio ‘zoccolo duro’. Hanno negato uno dopo l’altro, tutti tranne uno che invece è ha deciso di dire la verità. E che ha ammesso che il figlio non era mai stato vaccinato: i certificati firmati dal medico erano fasulli. Naturalmente li aveva pagati. I carabinieri stanno ancora lavorando, e l’inchiesta della Procura di Pesaro potrebbe essere destinata ad allargarsi ulteriormente. Il primo ad essere stato iscritto nel registro degli indagati è l’anziano medico, con il reato appunto di atto falso aggravato. Reato di cui potrebbero venire incriminati anche i genitori che rischiano anche l’imputazione di corruzione.