Un taglio netto alla burocrazia su urbanistica e cantieristica, già dall’applicazione dell’ecobonus. Poi il drammatico appello in merito alla liquidità. Sono le richieste messe sul tavolo dalle aziende della Valconca nel corso dell’incontro organizzato da Cna in videoconferenza con i sindaci dei Comuni di Morciano, San Clemente, Saludecio e il presidente della...

Un taglio netto alla burocrazia su urbanistica e cantieristica, già dall’applicazione dell’ecobonus. Poi il drammatico appello in merito alla liquidità. Sono le richieste messe sul tavolo dalle aziende della Valconca nel corso dell’incontro organizzato da Cna in videoconferenza con i sindaci dei Comuni di Morciano, San Clemente, Saludecio e il presidente della provincia Riziero Santi. Matteo Fabbri, nuovo responsabile di Cna Cattolica Valconca, ha rilanciato il tema della rimodulazione della Tari invece della semplice sospensione: nei mesi di chiusura le imprese non hanno prodotto rifiuti quindi non devono pagare. "Serve mettere complessivamente le aziende nelle migliori condizioni per ripartire incidendo, per quanto possibile, sull’abbassamento dell’ImuTasi e soprattutto nel cercare di sveltire i processi burocratici". E ancora: "La burocrazia ostacola in modo assurdo le misure del governo per rimettere in circolo liquidità mentre invece le imprese hanno bisogno di liquidità e ne hanno bisogno velocemente. Il presidente della provincia Riziero Santi ha poi spiegato che "sono già in atto un coordinamento a livello provinciale per chiedere la rimodulazione della Tari ed escludere il pagamento per i mesi di chiusura. Condiviso da tutti i sindaci l’impegno a velocizzare i processi burocratici, senza venir meno però ai principi di trasparenza e di correttezza. Stessa assonanza sulle aspettative rispetto il Decreto Turismo per le sue importanti ricadute previste anche sulla Valconca, un territorio con grande appeal per le bellezze dei suoi borghi e delle sue valli con grande vocazione turistica e quindi da valorizzare meglio". Condivisa da tutti gli amministratori la delusione rispetto l’esclusione di Rimini dall’importante finanziamento previsto dall’art. 112 mentre ogni primo cittadino rispetto Imu e Tasi dovrà valutare in base ai singoli bilanci.