di Manuel Spadazzi Dal pericolo di assembramenti, che aveva spinto il Comune di Rimni a vietare in centro la vendita per asporto di alcolici, al deserto. Basta fare un giro di sera nei locali della Vecchia pescheria, per vedere quant’è cambiata la musica nel giro di poche settimane. Molti locali sono in evidente difficoltà. Alcuni, come il Guenda, hanno preferito rimanere chiusi per tutto il resto dell’estate dopo alcune serate con pochissimi clienti. Altri invece, come il locale La Piazzetta...

di Manuel Spadazzi

Dal pericolo di assembramenti, che aveva spinto il Comune di Rimni a vietare in centro la vendita per asporto di alcolici, al deserto. Basta fare un giro di sera nei locali della Vecchia pescheria, per vedere quant’è cambiata la musica nel giro di poche settimane.

Molti locali sono in evidente difficoltà. Alcuni, come il Guenda, hanno preferito rimanere chiusi per tutto il resto dell’estate dopo alcune serate con pochissimi clienti. Altri invece, come il locale La Piazzetta (inaugurato lo scorso anno nella piazzetta delle Poveracce) e A Sèm Toast, hanno chiuso del tutto. Ed è soltanto l’inizio, perché altre attività sono in vendita o stanno per cambiare gestione. "La situazione è complicata – ammette Renato Pellegrino, titolare di Beerstrò e Drinkstation – Sapevamo che, con la riapertura dei locali al mare, avremmo lavorato molto di meno. A giugno, quando potevamo cercare di recuperare una parte degli incassi dopo i due mesi di lockdown, l’ordinanza che vietava di vendere alcolici da asporto dopo le 21 ha oggettivamente ridotto gli introiti di tutti". Non è una polemica, ci tiene a precisare Pellegrino: "In quel momento è stata presa una decisione per evitare gli assembramenti che si formavano nella zona della Vecchia pescheria. E’ chiaro però che quel provvedimento ci ha danneggiato".

Il Guenda ha provato a restare aperto qualche sera, poi ha gettato la spugna. "D’estate noi solitamente siamo chiusi – ricorda uno dei soci del locale, Alessandro Salomao – Questa volta, dopo il lungo lockdown, abbiamo tentato di lavorare anche durante la stagione estiva, ma poi abbiamo rinunciato". Al suo fianco ha chiuso definitivamente invece A Sèm Toas. Altri locali sono vicini alla chiusura o al cambio di gestione. La Piazzetta, finito il lockdown, non ha più riaperto.

"E’ dura – ammette anche Steven Ormerod, che manda avanti insieme alla famiglia il ristorante Foyer – Noi quest’estate siamo molto impegnati al Turquoise dove gestiamo il ristorante di spiaggia. E’ stata una fortuna: in centro si lavora molto poco, e rispetto ad altre zone per i locali della Vecchia pescheria non c’è la possibilità di allargarsi tanto all’esterno con tavoli e sedie". Il mese di giugno, con l’ordinanza, "gli incassi sono certamente diminuiti".

Diversi titolari stanno pensando di cedere la loro attività. Pellegrino è tra questi. "Stiamo valutando se andare avanti o meno con Beerstrò. Vedremo. Senza dubbio il 2020 è stato fin qui un anno nero, ma anche le prospettive future non lasciano sperare granché".