Una vipera (foto De Pascale)
Una vipera (foto De Pascale)

Rimini, 9 otttobre 2019 - Un dolore lancinante alla mano, il braccio che si gonfia e diventa scuro in pochi minuti. La corsa in pronto soccorso a Novafeltria e il trasferimento in ambulanza a Rimini. Brutta disavventura per un 70enne di Novafeltria, ex carabiniere, domenica pomeriggio.

L’uomo è stato morso da una vipera a Ca’ del Gallo, piccola frazione di Novafeltria a pochi km da Perticara. L’ex militare era in giro da solo per raccogliere funghi. «Mi sono avvicinato al bosco di pioppi – racconta – Ho notato accanto alla base di un albero una prima vipera, immobile, mimetizzata. L’ho mossa col bastone per mandarla via ma è rimasta lì. Con queste grandi escursioni termiche, questi serpenti escono ancora allo scoperto come in estate. Ho proseguito e mi sono spostato di più di 100 metri, in cerca di altri funghi».

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Qui la brutta sorpresa. «Ho raccolto alcuni piopparelli da una parte del tronco di un altro albero – continua il 70enne – e mi sono spostato dalla parte opposta. Mentre ne raccoglievo altri, in mezzo all’erba, ho sentito un dolore lancinante alle dita della mano destra. Inizialmente pensavo fosse stato un pizzico di un calabrone, invece quando ho visto due puntini rossi ho capito subito che si trattava del morso di una vipera. Ho iniziato ad avere paura e sudare freddo. Non sai mai come può reagire il tuo corpo con il veleno».
 

Nonostante il dolore che gli ha subito pervaso il corpo, l’uomo è salito in macchina e si è diretto al pronto soccorso di Novafeltria. «Fortunatamente non sono svenuto – confida – La paura più grande e quando ti rendi conto che sei da solo e non sai che fare». Dopo i primi accertamenti il personale del Sacra Famiglia lo ha caricato in ambulanza e trasportato all’Infermi di Rimini per il ricovero. «Il braccio mi si è gonfiato in pochi minuti fino al collo – spiega l’uomo – Ho ancora dei giorni di prognosi perché dopo la prima eco e le analisi, mi stanno seguendo dal Centro antiveleni di Pavia con un ciclo di terapie a base di cortisone. Devo tenere il braccio alzato altrimenti, se lo abbasso, il dolore è lancinante ma almeno muovo tutto, anche le dita».

Il proliferare di vipere in alta Valmarecchia è un dato reale: nonostante le temperature ormai autunnali ce ne sono molte in giro, alcune segnalazioni arrivano da chi visita i boschi di tutta l’alta valle, soprattutto nelle zone più montuose. Il consiglio degli esperti e delle forze dell’ordine è di utilizzare sempre guanti spessi e di smuovere bene il terreno con bastoni intorno alla zona scelta, prima di raccogliere funghi, castagne, tartufi o altri prodotti del sottobosco.