Ottant’anni, sicuramente un’età importante. Ma c’è chi si diverte a ingannare quel che racconta la carta d’identità. Uno di questi ‘evergreen’ è Giancarlo Sarti, fratello maggiore del compianto Gianfranco, per tante stagioni baluardo della difesa nella Rimini Calcio. Lui, Sarti senior, ama buttarsi nel vuoto col paracadute, passione scoperta per caso nel 1980, giusto quarant’anni fa. "Era una cosa alla quale avevo sempre pensato, però credevo fosse una prerogativa dei militari. E invece anche un civile poteva farlo. Sono andato al...

Ottant’anni, sicuramente un’età importante. Ma c’è chi si diverte a ingannare quel che racconta la carta d’identità. Uno di questi ‘evergreen’ è Giancarlo Sarti, fratello maggiore del compianto Gianfranco, per tante stagioni baluardo della difesa nella Rimini Calcio. Lui, Sarti senior, ama buttarsi nel vuoto col paracadute, passione scoperta per caso nel 1980, giusto quarant’anni fa.

"Era una cosa alla quale avevo sempre pensato, però credevo fosse una prerogativa dei militari. E invece anche un civile poteva farlo. Sono andato al seguito di un amico, mi sono gettato anch’io e da allora non ho più smesso". Già, e continua a farlo in maniera competitiva, tanto che qualche giorno fa, insieme ad altri otto compagni di volo, ha ottenuto il record del mondo Over 70. "Gli altri però sono tutti più giovani, hanno poco più di settant’anni. Ci siamo lanciati da 4.500 metri e in aria, prima di aprire il paracadute, siamo riusciti a fare 6 differenti figure. I tedeschi, che detenevano il primato, ne avevano messe assieme tre… Un nostro compagno, mentre scendeva, ha girato il video, video che è stato poi valutato da una giuria. In quei momenti la concentrazione è al top, prima di tuffarti ripensi a tutti i movimenti che devi fare, un tuo errore e rovini l’esercizio degli altri. Però è bellissimo, una sensazione unica".

Chiaramente bisogna tenersi in allenamento: quanti lanci effettua in un anno?

"Almeno un centinaio. Mi lancio sempre da 4.0004.500 metri, la regola è questa. Costano anche questi lanci, alla fine del mese sono 5-600 euro. E’ uno sport per ricchi fatto dai poveri...".

Il profano pensa pure all’ipotesi più infausta, cioè al fatto che il paracadute possa non aprirsi…

"Quella situazione la chiamiamo emergenza, io in quarant’anni l’ho vissuta tre-quattro volte. Non mi si è aperto il primo paracadute, ma ho sempre il secondo, quello di riserva".

Quando è il momento di tuffarsi nel vuoto, il battito del cuore aumenta?

"Mah, non ci penso, personalmente faccio una vita da super atleta, mangio bene, sono alto un metro e ottanta per 75 kg. E ogni anno faccio chiaramente la visita medica".

Lei è sposato, ha due figli e quattro nipoti: sono tutti d’accordo su questa sua insolita attività da pensionato?

"Mia moglie capisce la mia passione, magari brontola un po’ perché spesso non ci sono nei weekend, però non mi ostacola di certo. E non dicono niente neppure figli e nipoti".

Facendo una botta di conti, ha idea di quante volte si è tuffato nel vuoto?

"Credo di aver fatto attorno ai tremila salti, la cifra approssimativamente è quella".

E si è dato un limite, un momento per dire basta?

"Assolutamente no, per adesso non ci penso neppure a smettere, mi piace troppo".

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