Rimini, 14 gennaio 2018 - Nel suo nuovo negozio di Milano c’è la fila di seguaci che arrivano dall’America e dall’Oriente per comprare abiti e chiedere soprattutto consigli di stile. Icona della rete, imprenditore nel settore moda e influencer, Alessandro Squarzi, forlivese di nascita e riminese d’azione, non conosce freni al suo successo, anzi, è da poco stato eletto da Esquire l’uomo meglio vestito al mondo in una top 40, per la classe nell’indossare cappotti di tessuto inglese con pantaloni bianchi, gessati dall’anima sartoriale e cappelli. «Non me lo aspettavo ed è stata una bella sorpresa», spiega l’imprenditore 52enne. Sempre in viaggio, è appena tornato dall’India e ha presentato a Pitti Uomo la collezione Fortela, oltre ad aver collaborato con Bruno Riffeser Monti a una collezione speciale della linea di calzature Fanga. E di passi Squarzi continua a macinarne senza sosta, con proposte di lavoro che arrivano da tutto il mondo.

Nel suo cuore, però, c’è Rimini: è una città che la ispira?

«E’ la mia casa, il posto dove mi rilasso e mi ricarico di energia positiva. E poi c’è il mare, non posso farne a meno. Se non sono in giro per il mondo, tutti i weekend torno in Riviera. Questa è una città meravigliosa, non la cambierei mai. Vivo molto a Milano e in agosto vado in vacanza a Saint Tropez, ma per il resto non ho dubbi».

Un consiglio di stile alla città?

«Farei una legge che obbliga alberghi e stabilimenti balneari a seguire un’armonia nei colori. E’ una città internazionale, ma dobbiamo togliere un po’ di grezzaggine, per rinnovarci serve ritoccare il look».

Lo ritoccherebbe anche ai politici riminesi?

«Conosco Andrea Gnassi, penso sia un sindaco fashion e sta facendo diventare la nostra una città di moda. Approvo il look e il lavoro che sta portando avanti».

Produce le sue collezioni anche in Romagna?

«Una parte della linea Fortela la produco a Santarcangelo, ho trovato delle maestranze eccellenti».

I suoi maestri di stile?

«Mio padre, una persona molto elegante, e poi Mastroianni. Tra i ribelli Steve McQueen».

A cosa non rinuncerebbe?

«Ai jeans bianchi, sono la mia targa, al cappotto di cammello di mio padre, all’orologio e a una pietra che mi ha regalato mia figlia, un’acquamarina».

Cos’è l’eleganza?

«Non ha a che fare con i vestiti, ma come ci si pone con le persone».

Su Instagram ha 147mila follower, come vive questa celebrità?

«I social hanno influenzato il mondo. Il mio lavoro nella moda è un altro, ma se non ci fossero i social a livello di notorietà non sarei nella stessa posizione. Sono più famoso all’estero che in Italia, sono seguito molto a Seul, New York e Tokyo».

Un uomo cosa non dovrebbe mai indossare?

«La camicia a maniche corte, i pinocchietti e il sandalo».

E una donna?

«La donna è bella nella sua essenza, ma sono perfette con i jeans e t-shirt bianca, un look che mi fa pensare alla bellissima attrice Lauren Hutton, un sogno».

 

Ph @jaiperdumaveste @nabilequenum R.I.P

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