Rimini, 1 aprile 2018 - Avanti, c’è posto. «In questo momento in tutta la riviera si cercano 40 cuochi, 110 aiuto cuochi, 95 camerieri ai piani, 150 camerieri di sala, 70 segretari di albergo».

Ne dà notizia l’Agenzia regionale per il lavoro, sede di Rimini: «Da Ravenna a Rimini le strutture turistiche sono alla ricerca di personale stagionale». Anche restringendo il campo alle sole cinque località costiere riminesi, per i principali ‘ruoli’ estivi la ricerca indica oltre 230 posti vacanti.

Così ripartiti. Cuochi: a Rimini gli alberghi ne cercano 9, a Riccione uno, uno a Bellaria; 11 a Cattolica e due a Misano. Aiuto cuoco: ben 24 nel capoluogo, 8 a Riccione, 9 a Bellaria, 7 ciascuno cercati da alberghi a Cattolica e Misano. Meno ambìti i ‘tuttofare cucina’: il top è a Cattolica (8 persone), 4 a Misano, 3 ciascuno a Rimini e Riccione. Cameriere (o camerieri) sala: Rimini ne cerca 24, Cattolica 21, Riccione 17, Misano 12 e Bellaria 8. Cameriere ai piani: Rimini 20, Cattolica 14, Riccione 10, Misano 7, Bellaria 2. Ma la lista è ancora lunga.

Da notare che le richieste di cui sopra non sono di pochi giorni legate al ponte di Pasqua (solo alcune). Il grosso riguarda la stagione estiva. «Sono inoltre aperte – aggiunge l’Agenzia regionale per il lavoro – le ricerche per addetti al booking, commessi, animatori, lavapiatti, baristi, barman, pizzaioli, pasticcieri, receptionist, bagnini, parrucchieri, estetiste, portieri notturni».

«Confermo, il personale manca – commenta la presidente Aia Patrizia Rinaldis –, il problema è trovare persone preparate e motivate. Cosa sempre più complicata, il che stride con i numeri dell’economia e del mercato del lavoro. Per questo collaboriamo sempre più strettamente anche per la formazione adeguata con le scuole alberghiere. L’improvvisazione non serve più».

«Trovare personale qualificato sia per l’estate che per i dodici mesi è molto difficile – aggiunge Gaetano Callà, presidente provinciale pubblici esercizi Confcommercio –. C’è poi anche il tema aperto dell’apprendistato. Troppi si improvvisano: l’estate scorsa ho cambiato cinque persone prima di trovare un pizzaiolo capace. Troppi ‘avventurieri’ che millantano ma non sono in grado».

«Il problema del personale che non si trova a Rimini è gravissimo – fa eco Giuliano Lanzetti, presidente comunale Fipe – e aumenta sempre. Non solo per chi cerca soluzioni ‘alte’ come standard. C’è gente che non si presenta agli appuntamenti, non viene a fare la prova. Manca la cultura del lavoro. Nessuno vuole più fare la gavetta, tutti professori. Ma per imparare all’inizio devi mangiare un po’ di polvere, si impara lavorando». «Faccio un appello ai riminesi – chiosa Lanzetti – che hanno sempre fatto la stagione: tornino a farla. E poi manca un’interfaccia, al di là dell’Ufficio collocamento, che metta in contatto seriamente il personale con le aziende. Se no intervengono certe agenzie di collocamento, magari di personale estero, che a volte nascondono fenomeni di caporalato».