Morena, Monica e Marta Fabbri: 17 anni fa la prima collezione  del brand sammarinese. A destra con Alessio Boni e sotto con  Elio
Morena, Monica e Marta Fabbri: 17 anni fa la prima collezione del brand sammarinese. A destra con Alessio Boni e sotto con Elio

San Marino, 25 novembre 2018 - Piccole donne crescono. Eccome se crescono. Prendete le sorelle Morena, Monica e Marta Fabbri. Diciassette anni fa, al lancio della prima collezione, in pochi avrebbero scommesso sul loro successo. Oggi a sfoggiare le collane e i bracciali di Marlù sono i concorrenti del talent show più popolare d’Italia: X Factor. Un bel salto in avanti per l’azienda di San Marino, che è così passata dalla sua prima vetrina, in viale Ceccarini, a quella del programma Sky che ogni settimana tiene incollati davanti allo schermo milioni di spettatori. Dalla prima boutique, inaugurata nel 2014 a Riccione, Marlù non ha più smesso di crescere.

Oggi di che numeri parliamo?

«Entro la fine dell’anno, con le nuove aperture a Napoli e Matera, arriveremo a 23 negozi monomarca, ma le nostre creazioni sono sparse in oltre mille punti vendita in Italia ed Europa – spiega Marta Fabbri –. Nel nostro stabilimento di San Marino lavorano 35 persone, che consideriamo un po’ la nostra famiglia, e nel giro di un anno contiamo di inaugurare una nuova sede sempre sul Titano, ristrutturando una vecchia fabbrica dismessa. In cantiere c’è anche l’apertura di boutique all’estero: Francia, Spagna e Germania sono i mercati di riferimento. E’ un progetto a cui stiamo lavorando e in cui crediamo molto».

Com’è nata la collaborazione con X Factor?

«A selezionarci è stata proprio Fremantle, la casa produzione del talent. Ci hanno proposto di diventare official sponsor e noi abbiamo accettato al volo, anche perché tutte e tre siamo fan accanite del programma. Abbiamo messo a disposizione dei concorrenti un intero set di bracciali, collane e anelli: ciascuno ha scelto quelli che riteneva più vicini alle sue corde. I concorrenti indossano i gioielli Marlù all’interno del loft, ma anche in sala prove e durante i live. Per noi questa è una vera e propria consacrazione: significa far arrivare la nostra passione e la nostra creatività a milioni di persone».

Dietro Marlù c’è lo zampino di tre sorelle. Quant’è importante la femminilità all’interno dell’azienda?

«Di certo non ci siamo mai poste il problema delle quote rosa. Scherzi a parte, siamo tre donne e tre mamme, ma tutte con caratteri diversi. Morena è la creativa, Monica la manager e io mi occupo della comunicazione. Penso che la componente fondamentale di Marlù sia il coraggio di rischiare, sbagliando e poi ricominciando: una caratteristica, questa, che è molto femminile. E poi, da brave mamme, abbiamo l’abitudine di considerare i nostri dipendenti come parte della famiglia».

Non sarà stato facile per tre donne emergere nel mondo competitivo delle imprese.

«Verissimo. All’inizio, alle prime fiere del settore, venivamo sempre accolte con un misto di stupore e scetticismo. La gente non credeva che fossimo le titolari, ma delle semplici agenti di vendita. A questo maschilismo involontario noi abbiamo sempre risposto con l’arma più efficace: il nostro sorriso. Si può essere donne, imprenditrici e madri allo stesso tempo: credo che lo abbiamo dimostrato».