La locandina di ‘American Gigolò’, il film di Paul Schrader che nel 1980 consacrò Richard Gere nel mondo di Hollywood
La locandina di ‘American Gigolò’, il film di Paul Schrader che nel 1980 consacrò Richard Gere nel mondo di Hollywood

Rimini, 16 novembre 2014 - «Pronto? Potreste richiamarmi tra un po’? Ora sto finendo un lavoro». Mezz’ora dopo Edmundo (nome di fantasia) è pronto a raccontarci la sua storia. Quella di un 28enne sudamericano sbarcato a Rimini per fare il gigolò. Perché è così che Edmundo si guadagna ogni giorno il pane: soddisfacendo i desideri (anche quelli più segreti e peccaminosi) delle donne riminesi in cerca di attenzioni. E di signore disposte a sborsare fior di quattrini per passare una notte di fuoco, a stare a sentire lui, ce ne sono davvero tante.

Ha finito con la sua cliente?

«Si, adesso possiamo parlare».

Ma ha sempre così tanto lavoro?

«Dipende dai periodi. Ci sono giorni in cui non mi chiamano mai, ma a volte, soprattutto in estate, mi capita di lavorare anche tre o quattro volte in una notte. Sono reperibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. La mia è una professione a tempo pieno».

E si guadagna bene?

«Sicuramente più che a lavorare in un supermercato».

Qualche cifra?

«Solo per vedermi ci vogliono 200 euro. Poi la tariffa aumenta a seconda delle ore che si vogliono passare con me. In una serata posso portare a casa anche 600 o 700 euro».

Come si è avvicinato a questo mestiere?

«C’è la crisi, e i giovani, soprattutto se stranieri, faticano a trovare lavoro. Quando sono arrivato in Italia, ho conosciuto degli amici che già lo facevano. Sono stati loro a introdurmi in questo mondo».

Chi sono le sue clienti?

«Soprattutto donne sposate, tra i quaranta e i cinquant’anni. Ma ci sono anche diverse ragazze single oppure stufe del fidanzato. Ultimamente, anzi, le ragazze sono in aumento».

Cosa cercano in lei?

«Una cosa sola: il placer. Non conosco la traduzione italiana»

Il piacere?

«Esatto, il piacere. Sono infelici, perché mariti e fidanzati non le soddisfano. Non le fanno sentire donne».

E lei ci riesce?

«Evidentemente sì, se si rivolgono a me. Le donne italiane vanno pazze per gli uomini latini».

Soprattutto per quelli come lei.

«Modestamente, mi sono sempre ritenuto un bel ragazzo. Alto, abbronzato, muscoloso».

Lo ammetta: un po’ si diverte.

«E’ un modo come un altro per fare soldi».

Qualcuna si è mai innamorata?

«Capita spesso».

E lei a quel punto che fa?

«Prendo le mie clienti da parte e gli spiego come stanno le cose».

Siamo curiosi: come avviene l’approccio?

«Si basa tutto sul passaparola. Quelle che mi conoscono danno il mio numero alle loro amiche e così via».

Mai pensato di usare internet?

«No, per me la rete è troppo pericolosa. Rischi di essere contattato da persone inopportune, e questo non mi va».

Mai ricevuto proposte indecenti?

«Una volta sì. Una mia cliente aveva scoperto che anche al marito piaceva andare a letto con gli uomini. Così mi propose di fare una cosa a tre in cambio di mille euro. Io rifiutai. Non faccio queste cose con gli uomini».

Come usa i soldi guadagnati?

«Un po’ li sto risparmiando. Spero un giorno di poter tornare nel mio paese».