Gessica Notaro sul palco con Antonio Maggio (Ansa)
Gessica Notaro sul palco con Antonio Maggio (Ansa)

Rimini, 5 febbraio 2020 - "Solo pochi minuti prima di entrare in scena ero tesissima. Avevo fatto impazzire tutti nei camerini. Ma quando sono salita sul palco, la tensione se ne è andata e mi sono sentita tranquilla. Ho cantato come se fossi nel salotto di casa mia, e invece ero a Sanremo. E’ stato come vivere un sogno".

Un sogno che continua anche oggi per Gessica Notaro, la giovane showgirl riminese che ieri sera ha fatto il debutto all’Ariston (foto), ospite del Festival assieme al cantante Antonio Maggio. Amadeus l’ha presentata come una donna "forte e dal grande talento", una donna rinata dopo l’aggressione con l’acido subita tre anni fa a opera del suo ex fidanzato Edson Tavares.

Un dramma che Gessica ha raccontato attraverso la canzone La faccia e il cuore. In ogni parola del brano c’è la tragedia di Gessica e la sua forza ("Potevi sciogliermi i dubbi, hai sciolto il sorriso che avevo, ma ho quello di riserva" recita uno dei versi della canzone).

"E’ stato Antonio (Maggio) con cui sono amica da diversi anni, a propormi di fare un brano che raccontasse la mia storia – racconta la Notaro – In quella canzone c’è tutto quello che mi è successo. Ci abbiamo lavorato per mesi insieme a Ermal Meta, poi è arrivata la chiamata a Sanremo e abbiamo deciso di portare la canzone all’Ariston".

Un brano che è già disponibile da oggi, "ed è esattamente nella versione che io e Antonio abbiamo cantato al Festival. La faccia e il cuore sono io, con le mie paure, le mie fragilità, le mie speranze, la mia voglia di vivere e di amare. Nonostante tutto".

Il 10 marzo il processo all'ex in Cassazione

È fissata al 10 marzo in Cassazione l'udienza per Edson Tavares, l'ex fidanzato di Gessica Notaro a processo per aver perseguitato e sfregiato con l'acido la showgirl riminese.

Il trentaduenne di origine capoverdiana, ora in carcere, è stato condannato dalla Corte di appello a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni per l'aggressione del 10 gennaio 2017 e per lo stalking. I giudici di secondo grado hanno definito in sentenza l'agguato con l'acido la "plastica rappresentazione di una meditata, ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza, ma della sua stessa identità, così da cancellarla agli occhi di chiunque, non potendola 'possederè egli stesso".

La sentenza aveva anche confermato l'espulsione a fine pena e i risarcimenti alle parti civili, cioè Gessica, difesa dagli avvocati Fiorenzo e Alberto Alessi e l'associazione Butterfly, che si batte contro la violenza sulle donne, rappresentata dall'avvocato Elena Fabbri.