Mentre in diverse regioni italiane continua a imperversare il maltempo, a Riccione, Misano, Cattolica, Coriano e San Giovanni in Marignano 50 uomini hanno partecipato alla simulazione dei rischi idraulici. L’ampia esercitazione a rete unificata della Protezione Civile Riviera del Conca è cominciata alle 9 di questa mattina per poi proseguire fino alle prime ore del pomeriggio anche con l’impiego di alcuni mezzi e di un drone. In primo piano la verifica, in più fasi, delle procedure di intervento da attivare durante le situazioni di emergenza di rischio idraulico. Non a caso sono stati coinvolti in massa numerosi organi competenti, i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale, la Protezione Civile della Repubblica di San Marino, la Prefettura, i Vigili del Fuoco, nonché la Provincia di Rimini, i volontari della Associazione “Arcione” e dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Attivate tutte le “articolazioni organizzative” del Centro Operativo della Riviera del Conca, a partire dal Presidio Operativo H24, e dei presidi territoriali di Polizia locale delle località interessate.

L’esercitazione, che in caso di emergenza tiene conto degli indirizzi nazionali e regionali, nonché della pianificazione intercomunale, ha coinvolto diverse zone e in alcuni casi anche i residenti. E’ successo anche a Riccione, zona Case del Molino, dov’è stata simulata un’evacuazione, accompagnata dall’attività di informazione, anche preventiva. La simulazione ha riguardato un’altra area a rischio in Viale Como, in prossimità del torrente Marano e il punto più critico di Viale Venezia, ossia quello che s’interseca con il rio Melo, che in passato più volte è esondato allagando le vicine case.

Come fanno sapere gli uomini della Protezione Civile Riviera del Conca “In fase di preallarme sono state attivate la sede del Coi di Cattolica, la Polizia Municipale Corpo Intercomunale di Riccione, che comprende anche i Comuni di Misano e Coriano, le polizie Municipale di Cattolica e San Giovanni in Marignano. Con questa prova generale tecnici e volontari, oltre a verificare le procedure e i tempi di risposta per i diversi livelli di allertamento e i vari stadi di attivazione del sistema locale di presidio civile, hanno messo in pratica e collaudato le funzioni della sala operativa del COI, i collegamenti via radio, le procedure di allertamento

informazione alle popolazioni, l’idoneità delle aree e delle strutture idonee al ricovero delle popolazioni coinvolte, le strategie necessarie a fronteggiare l’emergenza”.

La simulazione di oggi ha ricalcato l’evento meteorologico di grande portata del 1996, quando il territorio è stato investito da 300 millimetri di piogge in tre giorni, venti che soffiavano ai 70 chilometri all’ora e forti mareggiate.

I prossimi giorni, fanno sapere i comuni interessati: “si aprirà una fase di de-briefing che terminerà con la stesura di una relazione finale, utile per ponderare ogni aspetto logistico sostenuto nella gestione della emergenza. Gli effetti di questa analisi confluiranno nel Piano Operativo di Protezione Civile”. Nives Concolino

 

Riccione, 30 ottobre 2018 -  Mentre in diverse regioni italiane continua a imperversare il maltempo, a Riccione, Misano, Cattolica, Coriano e San Giovanni in Marignano 50 uomini hanno partecipato alla simulazione dei rischi idraulici. L’ampia esercitazione a rete unificata della Protezione Civile Riviera del Conca è cominciata alle 9 di questa mattina per poi proseguire fino alle prime ore del pomeriggio anche con l’impiego di alcuni mezzi e di un drone.

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In primo piano la verifica, in più fasi, delle procedure di intervento da attivare durante le situazioni di emergenza di rischio idraulico. Non a caso sono stati coinvolti in massa numerosi organi competenti, i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale, la Protezione Civile della Repubblica di San Marino, la Prefettura, i Vigili del Fuoco, nonché la Provincia di Rimini, i volontari della Associazione “Arcione” e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.  Attivate tutte le “articolazioni organizzative” del Centro Operativo della Riviera del Conca, a partire dal Presidio Operativo H24, e dei presidi territoriali di Polizia locale delle località interessate.

FOTO L'Adige in piena - La città senz'acqua

L’esercitazione, che in caso di emergenza tiene conto degli indirizzi nazionali e regionali, nonché della pianificazione intercomunale, ha coinvolto diverse zone e in alcuni casi anche i residenti. E’ successo anche a Riccione, zona Case del Molino, dov’è stata simulata un’evacuazione, accompagnata dall’attività di informazione, anche  preventiva. La simulazione ha riguardato un’altra area a rischio in Viale Como, in prossimità del torrente Marano e il punto più critico di Viale Venezia, ossia quello che s’interseca con il rio Melo, che in passato più volte è esondato allagando le vicine case.

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Come fanno sapere gli uomini della Protezione Civile Riviera del Conca “In fase di preallarme sono state attivate la sede del Coi di Cattolica, la Polizia Municipale Corpo Intercomunale di Riccione, che comprende anche i Comuni di Misano e Coriano, le polizie Municipale di Cattolica e San Giovanni in Marignano.

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Con questa prova generale tecnici e volontari, oltre a verificare le procedure e i tempi di risposta per i diversi livelli di allertamento e i vari stadi di attivazione del sistema locale di presidio civile, hanno messo in pratica e collaudato le funzioni della sala operativa del COI, i collegamenti via radio, le procedure di allertamento informazione alle popolazioni, l’idoneità delle aree e delle strutture idonee al ricovero delle popolazioni coinvolte, le strategie necessarie a fronteggiare l’emergenza”.

Chiuso il lido a Guastalla

La simulazione di oggi ha ricalcato l’evento meteorologico di grande portata del 1996, quando il territorio è stato investito da 300 millimetri di piogge in tre giorni, venti che soffiavano ai 70 chilometri all’ora e forti mareggiate.

I prossimi giorni, fanno sapere i comuni interessati: “si aprirà una fase di de-briefing che terminerà con la stesura di una relazione finale, utile per ponderare ogni aspetto logistico sostenuto nella gestione della emergenza. Gli effetti di questa analisi confluiranno nel Piano Operativo di Protezione Civile”.