Misano Adriatico (Rimini), 8 settembre 2018 – I piloti della MotoGp non sono gli unici protagonisti del weekend dedicato al Gran premio a Misano Adriatico. Anche la Guardia di Finanza scende in pista per contrastare i traffici illeciti e il bagarinaggio. Dopo il bagarino sorpreso ieri, stamattina ne sono stati pizzicati altri due nei varchi di accesso al circuito.

Di solito agiscono in quattro o cinque persone per eludere i controlli: uno fa il palo, un secondo va a caccia di clienti, un terzo tiene i biglietti e un altro fa il cassiere. Insomma, scovarli non è proprio semplicissimo. Allo scopo, nell'area dove si svolgono le gare, da venerdì mattina operano 50 finanzieri del Nucleo di polizia economica e finanziaria del Gruppo di Rimini e della Tenenza di Cattolica. In uniforme e in borghese. Con loro anche le unità cinofile.

Le Fiamme Gialle di Cattolica, in particolare, stanno monitorando le aree private dove sono stati allestiti i parcheggi per gli spettatori. Undici di questi spazi sono stati controllati per verificare il rilascio degli scontrini e delle ricevute fiscali. Stamattina la Finanza ha registrato un’inadempienza. I finanzieri devono identificare il gestore e rilevare il numero dei veicoli in sosta perché chi adibisce un luogo privato a zona di sosta ha l’obbligo di annotare gli incassi sulla dichiarazione dei redditi. Ma non sempre lo fa. L’anno scorso, per esempio, quattordici persone hanno ‘dimenticato’ di farlo, omettendo di dichiarare al fisco un totale di 33mila euro.

L’ultimo capitolo dell’operazione riguarda gli articoli contraffatti. In questi giorni ne sono stati sequestrati 100, soprattutto cappellini e gadget con il marchio VR46, commercializzati da due negozianti bengalesi, uno attivo a Cattolica, l’altro proprio a Misano.

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