L’ambasciatore d’Italia sul Titano, Guido Cerboni,  si è insediato lo scorso settembre
L’ambasciatore d’Italia sul Titano, Guido Cerboni, si è insediato lo scorso settembre

San Marino, 8 marzo 2018 - «Sono molto amareggiato. Ho scoperto dai giornali la storia che oltre 600 schede elettorali, con le quali gli italiani a San Marino, hanno espresso il loro voto sarebbero contraffatte. Noi abbiamo rispettato tutte le procedure, non può essere vero». Guido Cerboni, 65 anni, ambasciatore d’Italia sul Titano, risponde al telefono sul caso dei presunti brogli del voto estero in diversi paesi come Canada, Germania e a San Marino.

Le irregolarità del voto sammarinese sarebbero emerse durante lo spoglio delle schede arrivate in Italia, a Castelnuovo di Porto. Oltre 600 schede risulterebbero contraffatte sia nella qualità della carta e nei colori, e presenterebbero la preferenza a una lista civica della coalizione di centrosinistra. Sulla vicenda la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta.

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«Noi abbiamo rispettato le procedure previste dalla legge – sottolinea Cerboni, ambasciatore dal 2017 nell’Antica Repubblica -, prima abbiamo ricevuto le buste chiuse con le votazioni, poi le abbiamo accuratamente sigillate in appositi sacchi. Alla fine con il corriere diplomatico le abbiamo portate a Roma il due marzo. Io stesso le ho accompagnate nella Capitale, non le ho mollate un solo secondo».

Non è, dunque, possibile che siano state sostituite con altre durante il tragitto?

«Assolutamente no, io ero lì, sono sempre state tenute sotto controllo ed erano sigillate».

Ma qualcuno da Roma si è fatto vivo con lei, dal ministero o dalla procura per chiedere informazioni sulla vicenda?

«Assolutamente nessuno. Io attendo che ci sia al più presto un chiarimento su questa vicenda. Il solo sospetto di anomalie mi fa stare male, sono molto amareggiato. Siamo noi le prime vittime, abbiamo lavorato con grande attenzione, con la massima serietà ed invece si è scatenato questo putiferio».