Giulia Sarti
Giulia Sarti

Rimini, 20 febbraio 2018 - Giulia Sarti torna in questura per un’altra denuncia nei confronti dell’ex fidanzato. O più precisamente per un’integrazione alla precendente, in cui sosterrebbe di essersi sentita minacciata da Bogdan Andrea Tibushe, alias Andrea De Girolamo. Il quale, dice, nei giorni scorsi l’aveva ‘avvertita’ che vista la denuncia nei suoi confronti, si sarebbe difeso rivelando le loro conversazioni private. Lei l’ha vissuta, appunto, come una sorta di intimidazione e di qui la decisione di mettere nero su bianco.

Foto hard di Giulia Sarti, l'ex fidanzato: "Non le ho messe in rete io"

De Girolamo dal canto suo ha mantenuto al promessa e nel corso dell’interrogatorio notturno, da gran esperto di informatica ha spiegato di essere in possesso di mail, registrazioni telefoniche e conversazioni su WhatsApp, in grado di provare che la Sarti sapeva esattamente come lui gestiva i suoi soldi. Sapeva della revoca dei bonifici al Fondo del microcredito e di quelli i cui beneficiari erano il suo padrone di casa e una ragazza con cui ha attualmente una relazione.

La grillina, ha giurato, era a conoscenza di ogni passaggio e quel materiale lo prova. «Prendi i soldi che ti servono» gli diceva, era così che gli pagava le consulenze che lui faceva. Aveva bisogno di lui per il suo lavoro da parlamentare, ha spiegato De Girolamo, e non essendo sul libro paga la Sarti gli dava il via libera per prelevare dal suo conto quello che poteva servirgli.

Cinque anni in Parlamento

Gli investigatori, coordinati dal sotituto procuratore Davide Ercolani, hanno scaricato tutto dal cellulare e dal computer di De Girolamo e nominato un perito che vaglierà la documentazione di fino. Sarà questa, tempo qualche giorno, a fare la differenza e a svelare chi dei due non sta dicendo la verità. Se la Sarti, nel sostenere che tutto è stato fatto alle sue spalle, o se l’ex fidanzato quando dichiara invece che lei è sempre stata al corrente di ogni cosa. La grillina non è ancora stata sentita dagli inquirenti, e fino a ieri non era stata presentata alcuna richiesta formale in tal senso.

Altro capitolo dello ‘scandalo’ a cinque stelle, quello che riguarda invece le foto osè della parlamentare che risalgono al periodo in cui aveva subito l’attacco di un haker. Era stata in quell’occasione che la Sarti e De Girolamo si erano conosciuti, questo le aveva offerto il suo aiuto per rimuovere quella roba dalla rete. Ma nei giorni scorsi quelle immagini hard hanno ricominciato a circolare e, anche se nessuno l’ha detto esplicitamente, tutti si sono girati verso De Girolamo. Il quale, difeso dall’avvocato Mario Scarpa, ha già messo le mani avanti, dichiarando che non c’entra per niente, e che «sarei stato proprio un imbecille a fare una cosa del genere con tutto quello che sta accadendo».

Quel che è certo è che la parlamentare grillina è a dir poco sulla graticola, la danno «distrutta» e molto provata da questa storiaccia che rischia di stroncarle la carriera politica. Dagli attivisti e dai candidati del Movimento nessun commento ufficiale, nè solidarietà nè attacchi diretti. Un silenzio fin troppo imbarazzante.