Rimini, 19 febbraio 2018 - «Non c’entro nulla con le foto hard di Giulia che girano di nuovo in Rete. Sarei stato proprio un imbecille a fare una cosa del genere con tutto quello che sta succedendo. Proprio io che ho fatto di tutto per eliminarle anni fa in collaborazione con la Polizia Postale. Ma per chi mi hanno preso?».

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L’ex fidanzato di Giulia Sarti, Bogdan Andrea Tibusche, indagato per appropriazione indebita aggravata, non ci sta. Non ci sta a passare per il ‘furbetto’ che avrebbe fatto riapparire sul web le immagini osè di una giovane Giulia Sarti. Sabato mattina quelle foto hard sono rimbalzate sul web, ma anche sui telefonini di molti politici riminesi. Bogdan ha lasciato Rimini e si è andato a rifugiare lontano dal clamore che il caso ‘Rimborsopoli’ sta suscitando. Ha persino cambiato numero di cellulare pur di non farsi trovare.

Anche il suo avvocato di fiducia, Mario Scarpa, è di poche parole: «Domani (oggi; ndr) andrò in Procura per conoscere gli eventuali nuovi sviluppi. Poi ci regoleremo di conseguenza. Non è escluso che il mio assistito chieda nuovamente di essere sentito dal magistrato, ma prima di ogni decisione, dovremo sapere se gli viene contestato altro. Io so solo che ci sarebbe stata, sabato pomeriggio, un’ulteriore integrazione alla prima denuncia presentata dalla parlamentare. Ora è troppo presto valutare ogni altra mossa».

Giulia Sarti sabato pomeriggio, accompagnata dal suo avvocato Fabio Repici, ha presentato alla Squadra mobile ulteriori documenti per corredare la prima denuncia. Atti che sono stati secretari. La parlamentare avrebbe reso precisazioni tecniche relative ai movimenti bancari sul suo conto corrente fatti dal suo ex compagno al quale lei stessa aveva fornito i dati d’accesso e l’autorizzazione.

Questione di ore e la parlamentare M5s potrebbe presentarsi in Procura per fornire ogni chiarimento. Bogdan, d’altronde, ha già raccontato la ‘sua’ verità nell’interrogatorio-fiume, durato più di cinque ore, nella notte tra venerdì e sabato, davanti al sostituto procuratore, Davide Ercolani. Un interrogatorio i cui atti sono stati secretati per evitare fughe di notizie. Ha risposto ad ogni domanda del magistrato.

«Giulia sapeva tutto, era al corrente di ogni movimentazione, non ho portato via neanche un centesimo», ha più volte sostenuto, motivando con una montagna di documentazione tra email (oltre dumenila), file audio, chat su Whatsapp e Telegram. Pane per i suoi denti visto che Bogdan è un autentico mago informatico, uno che conosce ogni segreto, anche il più remoto del web e dei suoi abitanti. Un profilo, quello dell’esperto informatico ‘smanettone’ tanto amato nel Movimento Cinque Stelle che della Rete ha fatto il perno di ogni sua battaglia politica.

Bogdan, che si fa conoscere fuori e dentro il web come Andrea De Girolamo, durante l’interrogatorio però non avrebbe mai avuto parole di rancore verso la parlamentare grillina che non più tardi di quattro giorni fa l’aveva denunciato per appropriazione indebita aggravata. Ha solo mostrato tanta incredulità per quello che gli stava accadendo, trovandosi, all’improvviso, iscritto nel registro degli indagati. «Non so perchè l’abbia fatto, non riesco a capirlo, qualcuno la deve avere mal consigliata, fuori e dentro il Movimento».