L’artista Beart (Riccardo Bartolini) insieme al produttore e amico Bongi
L’artista Beart (Riccardo Bartolini) insieme al produttore e amico Bongi

Riccione (Rimini), 4 maggio 2021 - Torna a far parlare di sé Beart, il cantautore di 21 anni di Riccione, alias Riccardo Bartolini. Il suo nome d’arte ’Beart’ significa letteralmente "essere arte". Conosciuto dal grande pubblico per il primo singolo pubblicato durante il primo lockdown ’Non ci vediamo da un po’’, Beart torna con una grande uscita questo venerdì, ben due nuovi singoli. "Ogni persona per sentirsi davvero realizzata – spiega il riccionese – secondo me, deve entrare in sintonia geometrica con la sua arte e i suoi talenti. Io ho trovato la musica, che non è solo la mia forma naturale di espressione, ma anche il filo conduttore della mia vita".
 

Seguito dal produttore Marco Bongiorno (in arte Bongi), Beart propone un pop interessante, che piace sia ai giovanissimi che agli adulti. "Per noi la quarantena ha cambiato poco – confessa – visto che già da diversi mesi eravamo segregati in studio per lavorare alla ricerca del nostro sound, perfezionando testi, musica, sfumature. Crediamo di essere arrivati a buon punto, abbiamo tanti pezzi in cantiere e dopo un lavoro molto impegnativo, è arrivato il momento della condivisione".


Venerdì 7 maggio usciranno due suoi nuovi singoli e a luglio arriva l’Ep con sette tracce. I due singoli sono già disponibili in pre-ordinazione su tutti i canali social dell’artista e sugli sotre musicali. I fans non vedono l’ora di sentirli. Tra i progetti di Beart anche un tour di concerti che "Covid permettendo – spiega l’artista – toccherà i luoghi più significativi dei live nazionali. Il contatto con il pubblico mi è mancato perché per un cantante il live è come lo stadio per un calciatore: arriva il momento in cui senti il bisogno di certe interazioni. Per questo abbiamo messo insieme una band con cui suoneremo tutta l’estate, per il momento in pzona Romagna e dintorni". Beart ha iniziato a scrivere testi ad appena 13 anni, e dopo un periodo iniziale più hip hop, ha scoperto la musica nelle sue infinite declinazioni per approdare al pop. Non una sonorità convenzionale, ma una commistione babelica di generi con anche un po’ di rock delle chitarre elettriche, e i synth più innovativi con richiami al blues, al jazz e al rockabilly. il meglio deve ancora venire”.
 

Il fenomeno Beart non passa inosservato al mondo artistico romagnolo. Stanno infatti per nascere le prime prestigiose collaborazioni. L’etichetta discografica Olé Artist, con sedi a Milano e Rimini, starebbe valutando una serie di possibili sinergie artistiche e ha reclutato Beart come testimonial anche del suo nuovo brand d’abbigliamento.
 

r.c.