Carl Brave assieme a Francesca Michielin con la  quale  si è esibito sul palco di Riccione (foto archivio)
Carl Brave assieme a Francesca Michielin con la quale si è esibito sul palco di Riccione (foto archivio)

Rimini, 10 agosto 2018 – «Come una fotografia, come una fotografia…». Vi ricorda qualcosa? Radio, tv, smartphone, è questo il ritornello di una delle hit più ascoltate dell’estate. Un pezzo frutto del genio artistico del giovane Carl Brave e al featuring di Francesca Michielin e Fabri Fibra, che su YouTube ha raggiunto oltre 23 milioni di visualizzazioni. E che giovedì scorso ha mandato in visibilio il ‘popolo’ di piazzale Roma, riunitosi a Riccione sotto il palco di Deejay On Stage per ascoltare Carl Brave, nuovo fenomeno musicale. Il cantautore romano non ha ancora trent’anni e nel giro di poco tempo ha già messo in valigia una serie di brani di successo. Ieri ha incantato la Riviera cantando ‘Sempre in due’, ‘Barceloneta’ e ‘Pellaria’ con il rapper Franco 126, e, infine ‘Fotografia’ in duetto con Francesca Michielin.

Carl Brave X Franco 126 (Foto Concolino)

Carl, una curiosità: quali sono gli elementi giusti per realizzare una hit?

«Lavorare tanto. Non esiste un ingrediente magico, ogni pezzo è diverso dall’altro. C’è, però, una struttura da seguire, insieme a tanti piccoli accorgimenti e sfumature».

Pensando alle hit di adesso, viene subito in mente ‘Fotografia’. Come mai ha scelto di collaborare insieme a Francesca Michielin e Fabri Fibra?

«Stavo realizzando il mio ultimo disco, ‘Notti Brave’. Avevo fatto una traccia con una base strumentale che mi sembrava funzionasse, ma mi servivano un ritornello femminile e la strofa di un campione della musica. Ho pensato subito a Francesca, la quale mi è molto vicina come mood, anche lei scrive a immagini. E poi Fabri Fibra, da sempre tra i miei idoli».

Da che cosa trae spunto l’album ‘Notti Brave’?

«La mia vita, il quotidiano. Che può essere fatto di amore, alcol, un bagno al mare, una cena al ristorante. I testi sono pensati a foto, sono una sorta di polaroid di momenti del vissuto. Non c’è una tematica precisa, ma un mood, un’atmosfera nella quale può dominare la tristezza, l’allegria, la spensieratezza. Nel disco, inoltre, ho cercato di portare un suono fresco, che non si fosse mai sentito prima».

Lei ha dichiarato di essere un appassionato dei libri di Bukowski, quanto ha inciso il suo modo di scrivere nella sua musica?

«Leggendo i suoi romanzi ho capito di voler fare una scrittura semplice, più terra terra. Mi ha sempre colpito la sua capacità di raccontare una storia in tanti modi diversi, e credo che mi sia stato utile».

Parlando della Riviera, era mai stato a Riccione prima d’ora?

«Per lavoro no, ma per divertimento sì, ho partecipato a un po’ di feste. Sono stato anche al Cocoricò circa sei anni fa, e a Rimini. Ho dei bei ricordi, sono due località che mi sono piaciute da subito. Mi ha colpito in particolare il fatto che ci siano così tante rotonde».

Viaggi in programma?

«Adesso non riesco. Purtroppo, ma anche per fortuna, sono impegnato con il lavoro. Già il 12 sarò con Franco a Gallipoli per il tour. Inoltre, ho tanti progetti in cantiere, ma al momento è tutto top secret».